C'è un gesto antico nel titolo di questo libro, quello di chi chiede un foglio per mettere in ordine ciò che dentro non ha ancora un nome. «Chiedo Carta», il volume di Carlos Mutti edito da Voce libri, raccoglie monologhi in forma di poesia che affidano alla scrittura un percorso di riscatto personale, la ricerca di sé e il desiderio di ricominciare.
Sono testi dal linguaggio essenziale e diretto, privi di pretese di stile e di artifici letterari, attraversati però da una musicalità riconoscibile. Come annota Gianfranco Uccelli nell'introduzione, nei versi si coglie una ritmicità, un tocco di rap affidato a qualche rima sparsa qui e là, senza il vincolo di una gabbia metrica.
Da Brescia e Bologna fino a Carpi
Brasiliano d'origine e adottato da una famiglia italiana, Mutti è arrivato a Carpi dopo Brescia e Bologna, in lotta con una dipendenza dalla quale è riuscito a liberarsi. Proprio qui ha trovato la pace e la serenità di un amore, di un lavoro, il luogo in cui dare sfogo alla passione per la scrittura, il teatro, la musica e la fotografia.
Alla città è dedicata una delle composizioni, che sembra accarezzare Carpi nei suoi edifici più rappresentativi, quelli che all'autore parlano molto più di quanto sembrino apprezzarli molti carpigiani. È forse il passaggio che più interroga i lettori di casa, perché capita che serva lo sguardo di chi arriva da lontano per restituire valore a ciò che si attraversa distrattamente ogni giorno.
La presentazione alla Fenice
Il libro è stato presentato alla libreria La Fenice, dove un emozionatissimo Mutti ha letto alcuni dei suoi monologhi all'interno di un dialogo condotto da Maria Cristina Gibertoni, con le letture accompagnate alla chitarra da Giovanni Bonfante. Nella lettura tesa e intensa dell'autore si coglieva il pathos di una lotta sofferta e l'ansia di emancipazione che percorre tutta la raccolta.
Ottantotto pagine, dodici euro: numeri piccoli, che non raccontano l'ambizione di un'operazione letteraria ma la concretezza di una testimonianza. Per una comunità come quella carpigiana, dove il tema delle dipendenze e quello dell'accoglienza non sono astrazioni, un libro così vale soprattutto per la voce che porta: una storia personale che diventa parola condivisa e, con essa, la prova che ricominciare è possibile.
Carlos Mutti, «Chiedo Carta», Voce libri, 2026, 88 pagine, 12 euro.