Le cooperative sociali non producono soltanto servizi e posti di lavoro. Producono relazioni, inclusione, fiducia. È questa la premessa dell'incontro "Dal territorio al territorio. Cooperazione sociale, lavoro e alleanze che generano comunità", in programma lunedì 9 novembre 2026 dalle 17.15 alle 19.30 al Polo Tecnologico dell'Università di Modena e Reggio Emilia, in via Corbolani a Carpi.
L'iniziativa è promossa da Confcooperative Terre d'Emilia e Legacoop Estense e arriva in un anno simbolico: come segnala il portale Terzo Settore Emilia-Romagna, l'appuntamento cade nel trentacinquesimo anniversario della legge sulla cooperazione sociale. Un traguardo che, più che celebrativo, suona come una verifica: cosa resta, oggi, di quel modello nelle Terre d'Argine, e come può reggere le sfide dei prossimi anni.
Chi interviene
Ad aprire i lavori saranno Ireneo Maruccia, vicepresidente di Confcooperative Terre d'Emilia, e Paolo Barbieri, presidente di Legacoop Estense. Seguirà la presentazione della cooperazione sociale delle Terre d'Argine, con uno sguardo d'insieme sulle esperienze e sulle opportunità del territorio.
Alla tavola rotonda parteciperanno Cristiana Paladini, direttrice del Centro studi Socialis, Paolo Venturi, direttore di AICCON dell'Università di Bologna, Emilio Guidetti, direttore Impianti Trattento Rifiuti GARC Ambiente, il sindaco di Carpi Riccardo Righi e Lucia Botti del Dipartimento di Ingegneria "Enzo Ferrari" di UNIMORE.
Il nodo: quanto vale davvero una cooperativa
Il dibattito si innesta su una discussione nazionale aperta. In un intervento pubblicato su VITA, dal titolo "Cooperative di inserimento lavorativo: perché va difesa la loro biodiversità", Paolo Venturi sostiene che il valore delle cooperative sociali non può essere misurato soltanto attraverso il risparmio per la spesa pubblica: il loro contributo è anche sociale, ambientale, economico e politico, un patrimonio di inclusione, fiducia e partecipazione che rafforza i territori.
È un punto tutt'altro che teorico. Dove le cooperative vengono trattate come semplici fornitrici di servizi, la selezione avviene sul prezzo e la parte più fragile del lavoro, quella dell'inserimento di persone svantaggiate, è la prima a essere compressa. Il confronto di Carpi mette sul tavolo esattamente questo: il lavoro come strumento di dignità e inclusione, il rapporto tra cooperazione e imprese, il riconoscimento del valore generato e la costruzione di nuove forme di collaborazione con le amministrazioni pubbliche.
Perché riguarda Carpi
La presenza del sindaco e di un dirigente di Garc accanto a università e centri studi dice che l'ambizione non è un convegno di addetti ai lavori, ma un tavolo in cui committenza pubblica, imprese partecipate e mondo della ricerca si parlano. L'obiettivo dichiarato è una visione dello sviluppo territoriale in cui crescita economica e crescita sociale procedano insieme, mettendo al centro le persone e la qualità delle relazioni.
La misura del successo, però, non sarà l'affollamento della sala: sarà se da questo incontro usciranno criteri e strumenti concreti nei rapporti tra enti locali e cooperative. Su quello si giudicherà, tra qualche mese.
Dalle ore 17.00 è previsto un welcome coffee a cura della Bottega del Sole. L'ingresso è al Polo Tecnologico UNIMORE di via Corbolani, a Carpi.