Ci sono giocatori che non finiscono sui giornali per i gol segnati nei minuti di recupero, né per le giocate che fanno alzare in piedi gli spalti del Cabassi. Ci sono quelli che lavorano nell'ombra, quelli che mettono il corpo davanti al pallone quando la partita si mette storta, quelli che tengono in piedi la baracca quando il vento soffia forte. Tommaso Panelli era uno di questi, e Carpi farebbe bene a ricordarlo.
L'AC Carpi ha reso ufficiale, nella giornata del 30 giugno 2026, il termine del rapporto con il difensore centrale classe di trenta e passa primavere, mancino di piede, solido come un portone di quelli antichi che non si aprono nemmeno con una spallata. Due stagioni in biancosso, due campionati combattuti con i denti, due salvezze strappate al destino con quella concretezza che non si insegna nelle accademie ma si impara sudando su campi dove il pallone pesa quanto le responsabilità.
Una presenza costante, una garanzia silenziosa
Sessanta presenze. Non sono un numero trascurabile per chi veste una maglia nel calcio dei quartieri nobili della quarta serie nazionale, dove ogni domenica è una battaglia e dove la differenza tra la salvezza e i playout si misura in centimetri e in nervi saldi. Panelli quei sessanta gettoni se li è guadagnati uno per uno, schierandosi in difesa con la continuità di chi sa che il proprio compito non è brillare ma non sbagliare.
Il comunicato societario lo saluta con affetto e con il soprannome affettuoso che i compagni gli avranno cucito addosso negli spogliatoi: Pane. Un nomignolo che sa di quotidiano, di sostanza, di quella roba senza fronzoli che però alla fine è quella che nutre davvero. E in effetti, di pane da mangiare ne ha fatto mangiare poco agli attaccanti avversari che si sono trovati di fronte a lui.
Due salvezze, un'eredità
La doppia missione compiuta con i colori biancorossi racconta meglio di qualsiasi statistica il valore di questo giocatore nel contesto carpigiano. Restare in categoria, in un calcio che spesso premia lo spettacolo ma punisce l'errore difensivo, richiede uomini capaci di resistere alla pressione e di trasmettere sicurezza ai compagni di reparto. Panelli ha svolto questo ruolo con leadership e solidità, come recita il comunicato ufficiale, e chi ha seguito il Carpi in questi due anni sa che quelle non sono parole di circostanza.
Ora per lui si apre una nuova pagina, un nuovo club, un nuovo spogliatoio da conquistare. La società gli augura un soddisfacente prosieguo di carriera, e con lei lo fa tutta la tifoseria del Cabassi. Perché i difensori onesti, quelli che non si risparmiano mai, meritano il rispetto che si riserva agli artigiani bravi: non sempre al centro dell'attenzione, ma indispensabili quando c'è da fare il lavoro vero.
Buona fortuna, Pane. Carpi ti ha visto crescere in questi due anni, e qualcosa di te resterà nell'aria di quel rettangolo verde dove hai difeso con orgoglio una maglia che pesa quanto una città.