C'è qualcosa di quasi filosofico nel scegliere la luce come soggetto di una mostra fotografica. Dopotutto, senza luce non esisterebbe nemmeno la fotografia, e allora fare di essa il tema centrale di un'esposizione è un po' come un musicista che dedica un concerto al silenzio: un gesto coraggioso, se non bizzarro. Ma i soci dell'associazione Carpi Photographers hanno accettato la sfida con entusiasmo, e il risultato è una rassegna che vale davvero una visita.
Una sessantina di scatti per raccontare la luce
La mostra La Forza della Luce porta la firma di sei fotografi carpigiani: Gian Piero Ascari, Rita D'Ambrosio, Giuliana Goldoni, Marzia Martello, Mario Mazzurana e Giorgio Pinelli. Ognuno di loro ha declinato il tema a proprio modo, con risultati visivamente molto diversi tra loro: Gian Piero Ascari ha puntato su un bianco e nero di grande impatto, lasciando che il contrasto faccia tutto il lavoro; Marzia Martello ha invece catturato i tramonti della pianura padana e una suggestiva immagine notturna diventata poi il simbolo visivo dell'intera mostra; Rita D'Ambrosio ha scelto di inseguire la luce nel colore degli uccelli di palude, con risultati tutt'altro che scontati.
Complessivamente sono esposte una sessantina di opere, tra fotografie a colori e in bianco e nero, capaci di coprire un'ampia gamma di sensibilità e tecniche. È la prima uscita pubblica del Carpi Photographers per il 2026, con un secondo appuntamento già in agenda per l'autunno.
Una collaborazione che fa sistema
La rassegna è stata inaugurata il 6 giugno alla presenza dell'Assessore alla Cultura del Comune di Carpi, Giuliano Albarani. A fare gli onori di casa è stato Giorgio Pinelli, referente dell'associazione, che ha illustrato il progetto espositivo nato in collaborazione con l'associazione culturale Università Mario Gasparini Casari e sostenuto dal contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, istituzione da anni punto di riferimento per la cultura locale grazie alla sua Saletta di Corso Cabassi, spazio che ha ospitato decine di iniziative culturali della città.
Il connubio tra associazioni del territorio e fondazioni bancarie è uno di quei meccanismi virtuosi che, quando funziona, produce cultura accessibile a tutti senza pesare sulle tasche di nessuno. In questo caso funziona.
Informazioni pratiche
Dove e quando
La mostra è visitabile fino al 15 giugno 2026 presso la Saletta della Fondazione CRC, in Corso Cabassi, Carpi.
Gli orari di apertura sono: giovedì dalle 10 alle 12; sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.
L'ingresso è completamente gratuito. Nessuna scusa, dunque, per non andarci.