C'è una cosa che i carpigiani fanno ogni giorno senza pensarci troppo: passeggiare sotto gli alberi. Nei parchi, lungo le piste ciclabili, nei viali. È una di quelle abitudini silenziose che costruiscono la qualità della vita in una città. Finché, ogni tanto, qualcuno deve ricordare che quegli alberi invecchiano, si ammalano, e a volte diventano pericolosi.
Il Comune di Carpi ha comunicato l'avvio di una serie di interventi di rimozione di alberi secchi e morenti in diverse aree verdi della città. Una decina di piante in tutto, sparse fra parchi, strade e zone residenziali, la cui condizione precaria le ha rese un potenziale rischio per chi ci passa sotto.
Dove si interviene
L'elenco degli interventi è preciso e puntuale, come si conviene a un'amministrazione che deve rendere conto ai propri cittadini. Si parte dall'area verde tra via Cimabue e via Carlo Marx, dove verranno rimosse due conifere secche. Un abete secco verrà abbattuto all'esterno delle mura del cimitero di Migliarina, e un cedro secco in via Eraclito farà la stessa fine.
Al parco delle Pile di Cibeno, vicino ai giochi per i bambini, tocca a un olmo quasi completamente secco: un caso su cui vale la pena soffermarsi, perché parliamo di una pianta collocata proprio accanto alle attrezzature ludiche. Al parco della Cappuccina viene rimosso un olmo cipressino. Nel piazzale dell'Ospedale saranno abbattuti due aceri secchi, in via Wiligelmo un abete, e infine in via Lago d'Idro due pioppi bianchi morenti.
Un lavoro che va avanti da anni
Questi abbattimenti non arrivano dal nulla. Il Servizio Pianificazione e gestione verde-parchi del Comune porta avanti da tempo un'attività sistematica di monitoraggio. Secondo dati già resi pubblici in precedenza, sono stati effettuati controlli su circa cinquemila alberi nelle aree pubbliche cittadine, con verifiche di stabilità che in alcuni casi hanno incluso vere e proprie prove di trazione per misurare la resistenza al vento e il rischio di schianto. Un lavoro serio, che ha portato in passato a interventi su platani di viale Dallai, sui Giardini del Teatro, e su piante in via Cavour, via Lenin, via De Amicis e molte altre zone.
Il risultato di tanta sorveglianza è che quando si decide di abbattere, la decisione è ponderata. Non si tagliano alberi per capriccio o per risparmiare sulla manutenzione: si tagliano perché rappresentano un pericolo reale, documentato.
Fauna, estetica e sicurezza
Il Comune precisa anche che gli interventi non avranno impatti negativi sulla fauna locale: gli uccelli, si sa, tendono a non nidificare su alberi secchi, soprattutto in contesti urbani dove le alternative non mancano. Gli abbattimenti saranno accompagnati da lavori di rimonda del secco e di consolidamento, per migliorare sia la sicurezza che l'aspetto complessivo delle aree verdi.
C'è però un aspetto su cui vale la pena di essere schietti. Rimuovere alberi è necessario, ma non basta. Il verde urbano di una città come Carpi, che pure si vanta di una certa attenzione alla qualità della vita, richiede investimenti costanti in nuove piantumazioni. Ogni pianta abbattuta dovrebbe idealmente essere rimpiazzata. Altrimenti, col tempo, si cammina in città sempre più sotto il sole e sempre meno all'ombra di un tiglio o di un platano. E quella, alla fine, è una perdita che si misura non solo in gradi centigradi, ma in qualità della vita quotidiana.
Per ora, la buona notizia è che qualcuno controlla. E che un albero che cade in un cantiere pianificato fa molto meno danni di uno che crolla durante una passeggiata domenicale.