Dodici minuti che cambiarono tutto: a Carpi la storia dimenticata dei nuotatori italiani morti a Brema nel 1966


Dodici minuti che cambiarono tutto: a Carpi la storia dimenticata dei nuotatori italiani morti a Brema nel 1966

Era il 28 gennaio 1966. Un aereo della Lufthansa, il volo 005 partito da Francoforte, si schiantò durante l'atterraggio all'aeroporto di Brema. Nessuno dei 46 passeggeri sopravvisse. A bordo c'erano sette giovani nuotatori della Nazionale italiana, il loro allenatore e il giornalista Rai Nico Sapio. Un disastro che l'Italia non ricorda abbastanza, e che ora torna al centro di un libro e di una serata carpigiana.

Lunedì 8 giugno alle 20.45, l'Auditorium della Biblioteca "A. Loria" di via Rodolfo Pio 1 a Carpi ospita Francesco Zarzana, autore di 12 minuti. Brema, 1966: la tragedia dimenticata della Nazionale italiana di nuoto. L'incontro, condotto da Pierluigi Senatore, rientra nella rassegna "A Ne Vale La Pena", appuntamento consolidato della vita culturale carpigiana che porta all'Auditorium Loria autori e storie degne di attenzione. L'ingresso è libero fino a esaurimento posti.

Una coincidenza fatale: dodici minuti

Il titolo del libro nasce da un dettaglio che rende la tragedia ancora più straziante: quei ragazzi non avrebbero dovuto trovarsi su quel volo. Fu un ritardo in una coincidenza aerea, pochi minuti appena, a mettere sette giovani atleti italiani su quel Convair CV-440 che quella sera non riuscì ad atterrare a Brema in condizioni meteorologiche proibitive: soffitto di nubi sotto i cento metri, visibilità ridotta a settecento metri, pioggia intensa e un vento in coda superiore ai limiti consentiti per quell'aeromobile.

Tra le vittime c'erano Bruno Bianchi, Dino Rora, Amedeo Chimisso, Sergio De Gregorio, Carmen Longo, Luciana Massenzi e Daniela Samuele: atleti che avevano conquistato record italiani ed europei, giovani nel pieno della loro crescita sportiva. Carmen Longo, bolognese, aveva solo diciannove anni e aveva appena demolito il primato italiano nei 200 rana. A lei, come ad altri, vennero dedicati impianti natatori in tutta Italia.

Un libro che restituisce volti e voci

Zarzana costruisce la sua narrazione su un doppio binario: da un lato la ricostruzione storica dell'incidente, dall'altro il recupero dell'umanità delle vittime attraverso testimonianze di familiari, amici, compagni di squadra. Non un libro di sport, dunque, ma un libro civile. Come scrisse all'epoca Dino Buzzati, quei ragazzi non erano celebrities né professionisti celebri: erano la parte più pura e idealista dello sport italiano, quella che gareggiava per passione in un'epoca in cui il nuoto era ancora lontano dai riflettori del grande pubblico.

L'autore colloca la vicenda nel contesto dell'Italia del boom economico, un Paese che guardava al futuro con ottimismo e che faticò ad assorbire, e poi a ricordare, una perdita così silenziosa rispetto ad altre grandi tragedie sportive nazionali. Il libro non cede mai alla celebrazione retorica: sceglie la strada della memoria concreta, quella che trasforma nomi dimenticati in persone reali.

Appuntamento all'Auditorium Loria

La serata di lunedì 8 giugno è un'occasione rara per ascoltare una storia che merita di essere conosciuta molto più di quanto lo sia oggi. La rassegna "A Ne Vale La Pena" ha una lunga tradizione di portare a Carpi autori e temi di qualità, e questa serata non fa eccezione. Pierluigi Senatore condurrà il dialogo con Zarzana in quello stesso Auditorium Loria che ha già ospitato, nel corso degli anni, incontri con personalità come Pietro Grasso e Sigfrido Ranucci.

L'appuntamento è lunedì 8 giugno alle 20.45 all'Auditorium della Biblioteca "A. Loria", in via Rodolfo Pio 1 a Carpi. Ingresso gratuito.

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