Oriente, biglietti e Frankie Hi-NRG: il Buskers Festival compie 39 anni e si interroga sulla sua anima


Oriente, biglietti e Frankie Hi-NRG: il Buskers Festival compie 39 anni e si interroga sulla sua anima

Ci sono appuntamenti che scandiscono il calendario emiliano con la precisione di un orologio svizzero, e il Ferrara Buskers Festival è uno di questi. La 39ª edizione della rassegna internazionale dedicata all'arte di strada è stata presentata oggi, lunedì 13 luglio 2026, nella sala degli Arazzi della residenza municipale di Ferrara, e trasformerà il centro storico della città estense in un palcoscenico a cielo aperto da mercoledì 26 a domenica 30 agosto, con l'ormai consueta anteprima sulla spiaggia di Comacchio domenica 23.

Per i carpigiani che volessero concedersi una gita fuori porta senza affrontare traversate epiche, Ferrara dista circa cinquanta chilometri ed è comodamente raggiungibile in treno lungo la linea Modena-Ferrara: meno di un'ora di viaggio per ritrovarsi in quello che dal 1988, anno di fondazione per mano dell'ex fabbro Stefano Bottoni, è considerato il festival di musicisti di strada più antico del mondo.

Un festival che guarda a Oriente

Il tema scelto quest'anno è "Aspettati l'inaspettato", un invito che suona quasi come una dichiarazione di intenti in un'epoca in cui la cultura di massa tende a proporre al pubblico esattamente ciò che si aspetta di consumare. Il filo conduttore guarda con decisione verso l'Oriente, con una significativa presenza di artisti provenienti da Giappone, Corea del Sud, Hong Kong, Taiwan e Iran, oltre a numerosi altri Paesi. In totale saranno 78 gruppi invitati, per un totale di 259 artisti, di cui 201 under 35, in rappresentanza di 27 nazioni. Musicisti, acrobati, giocolieri, beatboxer, danzatori e performer di ogni disciplina si distribuiranno in 60 spettacoli al giorno, ciascuno della durata di un'ora.

Il programma non si limita alle esibizioni: sono previsti 43 laboratori, 13 talk, 6 reading, due mostre fotografiche, workshop musicali e attività dedicate alle famiglie. Il festival estende il proprio raggio d'azione anche agli spazi solitamente esclusi dai circuiti culturali, con spettacoli nelle RSA e nella Casa Circondariale di Ferrara. Dalla mezzanotte, il tradizionale Dopofestival nel Cortile del Castello Estense proporrà dj set e musica elettronica a tema buskers.

Artista dell'anno: Frankie Hi-NRG MC

La scelta di Frankie Hi-NRG MC come artista dell'anno è una mossa che dice molto sulla direzione che il festival intende prendere. Pioniere del conscious rap italiano, autore di brani che hanno segnato la coscienza politica di una generazione come "Quelli che benpensano", Frankie arriva a Ferrara sulla scia del progetto "Voce e Batteria" portato in tour nei mesi scorsi insieme al batterista Donato Stolfi. Gli organizzatori motivano la scelta parlando di "naturale sintonia tra il suo percorso artistico e i valori che da sempre caratterizzano il Festival: libertà espressiva, attenzione ai temi sociali, autenticità". Parole che, nel caso di un artista che ha sempre rifiutato compromessi con l'industria discografica, non suonano di circostanza.

La questione biglietti: un male necessario

Ed ecco il nodo che da due edizioni divide il pubblico. L'accesso al festival è regolato da un biglietto d'ingresso: 12 euro per la giornata singola, 25 euro per l'abbonamento all'intera cinque giorni. Una scelta che ha generato mugugni tra i puristi del busking, abituati a considerare il cappello lasciato a terra come l'unica forma di remunerazione legittima per l'artista di strada. L'assessore comunale alla Cultura Marco Gulinelli, intervenuto alla presentazione, ha messo le cose in chiaro: "L'introduzione del biglietto d'ingresso si è resa necessaria perché tanti sono gli oneri che l'organizzazione di questo evento comporta. Dalla sicurezza al servizio sanitario, senza dimenticare il personale tecnico e le pulizie".

È una posizione pragmatica, e va riconosciuto che organizzare un evento di queste dimensioni in un centro storico patrimonio UNESCO ha costi che il solo cappello degli artisti non potrebbe mai coprire. L'assessore al Commercio Francesco Carità ha rivendicato il percorso di concertazione con le associazioni di categoria, mentre la presidente dell'associazione Ferrara Buskers Festival Rebecca Bottoni ha ribadito la volontà di mantenere il festival "accessibile al più ampio pubblico possibile". Detto, fatto: 25 euro per cinque giorni di spettacoli restano un prezzo più che popolare, specie se paragonati ai cartelloni di altri festival estivi italiani.

La manifestazione è realizzata con il patrocinio del Comune di Ferrara, del Ministero della Cultura e della Regione Emilia-Romagna, in partnership con il Gruppo Hera, realtà ben radicata anche nel tessuto economico carpigiano.

L'eredità di Bottoni e il futuro del festival

Fondato nel 1988 da Stefano Bottoni, che nel 2024 è stato insignito del titolo di Commendatore della Repubblica, il Ferrara Buskers Festival ha visto sfilare tra le sue strade ospiti del calibro di Lucio Dalla, Edoardo Bennato, Gianna Nannini e Daniele Silvestri. Nel 2025 è nato il Premio Gianna Nannini, destinato al busker che si distingue per sperimentazione e ricerca musicale. Un riconoscimento che segnala la volontà di non restare imbalsamati nella nostalgia ma di continuare a intercettare ciò che si muove nella musica di strada contemporanea.

Con i suoi 700mila spettatori stimati nelle ultime edizioni, il Buskers Festival resta un colosso della proposta culturale estiva emiliana. Per chi da Carpi volesse ricordare cosa significa lasciarsi sorprendere da un saxofonista dietro l'angolo o da un giocoliere sotto un portico medievale, l'appuntamento è segnato.

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