Martedì 2 giugno 2026, ottant'anni esatti dal giorno in cui gli italiani scelsero la Repubblica alle urne, Carpi celebra l'anniversario in piazza Martiri, uno spazio che porta nel nome stesso il peso della storia e del sacrificio. La cerimonia, in programma a partire dalle 17, unisce il rigore del rito istituzionale allo spettacolo del tricolore che solca il cielo: un doppio registro, solenne e popolare, che la città sa coniugare meglio di tante altre.
Il programma della cerimonia
L'apertura è affidata a un gesto di memoria concreta: la deposizione di una corona alle lapidi che ricordano i due riconoscimenti più alti attribuiti al Comune di Carpi, la medaglia d'argento al Valor militare e la medaglia d'oro al Merito civile. Non si tratta di targhe decorative. Carpi le ha guadagnate sul campo, partecipando generosamente alla lotta partigiana durante l'occupazione nazifascista, pagando un prezzo altissimo in vite umane e in sofferenze inflitte alla comunità civile. La Medaglia d'oro al Merito civile fu conferita al gonfalone del Comune dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, a riconoscimento formale di una storia di coraggio collettivo che questa città non ha mai smesso di custodire.
A seguire, prenderà la parola il sindaco Riccardo Righi, chiamato a dare voce istituzionale a una ricorrenza che quest'anno acquista un peso particolare: ottant'anni sono un tempo lungo abbastanza da guardare indietro con gratitudine, e abbastanza breve da ricordare che quella scelta non fu scontata.
Il tricolore in volo sopra la piazza
La cerimonia si chiuderà con uno dei momenti più attesi: il passaggio del tricolore sul cielo di piazza Martiri grazie all'esibizione dei piloti del Team 52 e dell'Aeroclub di Carpi. Una conclusione che trasforma la commemorazione in spettacolo condiviso, capace di coinvolgere anche chi fatica a sentirsi parte di riti formali. L'intera cerimonia sarà accompagnata dal Corpo bandistico Città di Carpi, presenza storica e radicata nel tessuto sonoro delle celebrazioni civili della città.
Sabato 30 maggio: alle donne che scrissero la Costituzione
Le celebrazioni per gli ottant'anni della Repubblica non si esauriscono nel 2 giugno. Sabato 30 maggio, alle 10, un'area verde tra le vie Caffagni e Nadalini a Cibeno verrà intitolata alle «Donne dell'Assemblea Costituente»: un atto simbolico ma non retorico, che restituisce visibilità a una pagina troppo spesso rimasta in secondo piano nei libri di storia.
Il 2 giugno 1946, insieme al referendum istituzionale che sancì la nascita della Repubblica, gli italiani elessero l'Assemblea Costituente. In quell'occasione, per la prima volta nella storia d'Italia, le donne poterono votare ed essere elette. Su 556 deputati, 21 erano donne: fra loro Nilde Iotti, Teresa Noce, Angelina Merlin, Angela Gotelli, Filomena Delli Castelli. Ventuno su cinquecentocinquantasei, un numero esiguo eppure determinante, perché quelle donne portarono nella Carta fondamentale principi di uguaglianza e tutela sociale che ancora oggi reggono l'impalcatura dei diritti dei cittadini.
Intitolare uno spazio pubblico alla loro memoria non è un gesto di convenienza culturale: è il riconoscimento dovuto a chi, in un Paese appena uscito dalla guerra, ebbe il coraggio e la competenza di costruire le fondamenta di una democrazia.
Una città che non dimentica
Carpi arriva a questo ottantesimo anniversario con una consapevolezza che poche città della sua dimensione possono vantare. Le decorazioni alle lapidi di piazza Martiri non sono onorificenze astratte: raccontano una comunità che scelse da che parte stare quando la scelta aveva un costo reale. Celebrare la Repubblica qui significa anche questo: tenere viva la memoria di chi quella Repubblica la volle e la costruì, pagandola cara. Il tricolore che volerà sul centro storico martedì pomeriggio porterà con sé tutto questo peso, e tutta questa speranza.