Il guardiano della porta che fece la storia


Il guardiano della porta che fece la storia

Nell'epoca delle telecamere e degli analisti tattici, esistono ancora momenti che sanno di antico calcio e di tradizione autentica. È quello che è accaduto oggi quando i tre portieri del Carpi - Matteo Sorzi, Alessandro Scacchetti e Alex Perta - hanno reso visita a un vero monumento della storia biancorossa: Claudio Pressich.

Un pomeriggio tra passato e presente

Non si tratta della solita foto di rito o del classico incontro istituzionale. Quando i guardiani del presente incontrano il custode del passato, nascono conversazioni che valgono più di mille lezioni di tecnica. Pressich, con le sue 329 presenze - record assoluto nella storia del club - e appena 262 gol subiti, ha condiviso con i colleghi di oggi aneddoti, consigli e soprattutto quella mentalità che ha reso grande questo club. Nato a Pola nell'agosto del 1941, questo portiere dalla reattività felina è arrivato al Carpi nel 1963 dopo un passaggio alla Cremonese. E già dalla prima stagione ha dimostrato di che pasta fosse fatto.

La stagione del miracolo: 1963-64

Se dovessimo scegliere una stagione che rappresenti l'essenza del Carpi di Pressich, non avremmo dubbi: la 1963-64. Una cavalcata memorabile in Serie D che si concluse con la promozione in Serie C dopo un doppio spareggio contro il Bolzano. Il dato statistico dice tutto: sole 16 reti subite in 36 partite. Ma il momento clou arrivò il 7 giugno 1964 allo stadio di Brescia, nello storico spareggio vinto 3-1 contro il Bolzano. Gol di Silvestri, Vernizzi e Boselli, ma la ciliegina sulla torta fu il rigore parato dallo stesso Pressich. Roba da far venire i brividi ancora oggi.

L'eredità che non si insegna

Quello che colpisce di più nell'incontro di oggi non sono le statistiche - pur straordinarie - di Pressich, ma la trasmissione di valori che vanno oltre la tecnica. Undici stagioni con la maglia biancorossa, dal 1963 al 1975, vissute sempre da protagonista e con quella dedizione che oggi sembra quasi anacronistica. I nostri tre portieri hanno potuto attingere a un patrimonio di esperienza unico, fatto di parate decisive, di sofferenze e di gioie che hanno costruito l'identità del Carpi che conosciamo. Perché la storia del calcio si scrive anche così: con incontri che sanno di passione autentica e di tradizione che si rinnova.

Il valore del confronto generazionale

In un'epoca in cui tutto corre veloce e la memoria storica rischia di perdersi, iniziative come questa dimostrano quanto sia importante il dialogo tra generazioni. Sorzi, Scacchetti e Perta non hanno solo incontrato un ex collega, ma hanno toccato con mano cosa significhi vestire questa maglia con orgoglio e determinazione. Le 329 presenze di Pressich non sono solo un numero, ma la testimonianza di un amore viscerale per questi colori e per questa città. Un esempio che i guardiani del presente porteranno con sé, sapendo di essere gli eredi di una tradizione che affonda le radici in quel memorabile pomeriggio di Brescia del 1964.

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