Spezie, sorrisi e solidarietà al Bruno Losi


Spezie, sorrisi e solidarietà al Bruno Losi

Il Pakistan si siede alla Tavola Amica di Carpi

Domenica 26 aprile, al Circolo Bruno Losi di Carpi, il profumo delle spezie pakistane ha fatto da ponte tra culture diverse. Un'atmosfera che sa di casa lontana, ma che quel giorno è diventata vicinissima grazie all'iniziativa dell'associazione Madina Tul Ilm della comunità pakistana locale, che ha cucinato per tutti i commensali di Tavola Amica. Il progetto, nato dalla collaborazione tra le associazioni Ho Avuto Sete e Il Mantello, dimostra ancora una volta come la semplicità possa generare momenti straordinari. L'idea è tanto semplice quanto rivoluzionaria: apparecchiare una tavola aperta dove chiunque può sedersi, mangiare insieme e, soprattutto, conoscersi.

Quando il riso fritto abbatte i muri

I volontari dell'associazione pakistana non si sono limitati a cucinare dall'esterno: si sono seduti ai tavoli, hanno condiviso il pasto con gli altri commensali, servendo riso fritto, pollo alle spezie e dolci tradizionali che hanno conquistato anche i palati più conservatori. Perché il cibo, si sa, parla tutte le lingue e riesce a far crollare barriere che spesso sembrano insormontabili. A completare il quadro, un laboratorio di hennè - l'antica pratica di decorazione corporea con coloranti vegetali - accolto con entusiasmo dai partecipanti. Un dettaglio che racconta molto: quando si abbassano le difese e si apre il cuore, anche un semplice disegno sulla pelle diventa un gesto di fiducia reciproca.

La Consulta e il mosaico dell'integrazione

Gli organizzatori hanno ringraziato la Consulta per l'Integrazione dell'Unione Terre d'Argine, presente all'iniziativa. Un ringraziamento che non è di circostanza: la Consulta, composta da circa 60 volontari di età compresa tra i 19 e i 65 anni provenienti da una ventina di Paesi diversi, rappresenta da quindici anni un esperimento unico nel panorama nazionale. Come spiegano gli stessi organizzatori, questo pranzo aggiunge "un nuovo tassello ad un mosaico che cresce appuntamento dopo appuntamento". E non è retorica: Tavola Amica, che ha celebrato nel 2025 il suo secondo compleanno, è diventata un punto di riferimento per chi crede che l'integrazione si costruisca un pasto alla volta, una conversazione dopo l'altra.

Oltre gli slogan, la realtà quotidiana

"Partecipazione e condivisione non sono slogan", concludono gli organizzatori con una frase che suona come un manifesto. "Sono il modo in cui una comunità si riconosce, si arricchisce e si tiene insieme". Parole che a Carpi, città che convive quotidianamente con la sfida dell'integrazione di comunità diverse, assumono un peso particolare. La formula vincente di Tavola Amica sta proprio in questo approccio pragmatico: niente grandi discorsi sull'accoglienza, ma gesti concreti che creano spazi di incontro reali. Dove il Pakistan non è più un paese lontano, ma il profumo che riempie una domenica qualunque al Bruno Losi, trasformandola in qualcosa di speciale. E così, mentre fuori imperversano i dibattiti sull'integrazione, dentro al circolo di Carpi si continua ad apparecchiare, "per tutti e con tutti". Perché forse è proprio così che si cambia il mondo: un piatto di riso fritto alla volta.

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