C'è una parola che torna spesso quando si parla di energia rinnovabile, e quella parola è comunità. Non una parola di moda, non uno slogan da convegno: a Novi di Modena quella parola ha già una struttura giuridica, un presidente, otto soci fondatori e oltre 500 kilowatt di potenza installata. Si chiama NOVReS, acronimo che sta per "energia per la comunità", ed è la prima Comunità Energetica Rinnovabile dell'Unione delle Terre d'Argine, costituita formalmente il 3 luglio 2024.
Giovedì 4 giugno 2026, alle ore 18:30, la Sala Civica E. Ferraresi di Novi di Modena aprirà le porte all'evento pubblico "INSIEME SIAMO ENERGIA, Strategie, norme, applicazioni": una serata pensata non per addetti ai lavori ma per chi vuole capire, in termini semplici e concreti, cosa significhi condividere energia rinnovabile con i propri vicini di cabina elettrica.
Una CER nata dal basso, con radici solide
NOVReS è un ente del Terzo Settore, dunque una realtà no-profit che reinveste ogni risorsa nel territorio. Non è un'azienda che vende pannelli solari: è un'associazione nata dalla collaborazione tra il Comune di Novi di Modena, quattro imprese locali (SAE srl, Micro Systems srl, Comal srl e Piemme Scale srl) e due associazioni sportive del territorio (ASD Novese e Polisportiva Roveretana). A guidarla è il presidente Gian Paolo Travasoni, affiancato dal vicesindaco Mauro Fabbri, che ha seguito l'intero iter partecipativo fin dall'inizio.
Il modello è quello dell'autoconsumo collettivo: i soci producono energia da fonti rinnovabili e la condividono all'interno della stessa rete di distribuzione locale, abbattendo i costi e riducendo la dipendenza dal mercato energetico tradizionale. Grazie a due bandi della Regione Emilia-Romagna e a un contributo statale ventennale, la struttura poggia su basi economiche tutt'altro che precarie.
I numeri che contano
Durante la serata del 4 giugno verranno illustrati i vantaggi concreti dell'adesione. L'incentivo riconosciuto dall'Gestore dei Servizi Energetici (GSE) oscilla tra 0,13 e 0,14 €/kWh, garantito per 20 anni: non un'ipotesi, ma un impegno contrattuale dello Stato. Un risparmio misurabile in bolletta, non una promessa vaga.
Ad oggi la comunità conta già oltre 500 kW di potenza installata e 90 manifestazioni d'interesse raccolte tra cittadini e imprese del territorio. Le prospettive, secondo i fondatori, puntano a sfiorare il megawatt di capacità produttiva a regime, una soglia significativa per una realtà di dimensioni comunali.
C'è poi un dettaglio che vale la pena sottolineare, perché racconta qualcosa di preciso sulle intenzioni di questa comunità: il 14% degli incentivi percepiti sarà destinato a fondi per le nuove generazioni, finanziando corsi su Intelligenza Artificiale, digitalizzazione e innovazione tecnologica. Non è retorica: è una scelta di bilancio preventiva, scritta nello statuto. In un Paese dove i giovani spesso se ne vanno, scommettere su di loro con risorse proprie è un gesto che merita attenzione.
TERMINAL entra in scena
La serata ospiterà anche la presentazione di TERMINAL, il Terre d'Argine Innovation Lab, il laboratorio di innovazione promosso dall'Unione delle Terre d'Argine per avvicinare i cittadini alle competenze digitali e tecnologiche. Il team di TERMINAL illustrerà il nuovo spazio a disposizione della comunità e presenterà in anteprima i prossimi corsi in partenza e il calendario degli appuntamenti dedicati allo sviluppo di competenze sul territorio.
L'abbinamento tra una CER e un laboratorio di innovazione digitale non è casuale: dice che a Novi di Modena stanno provando a costruire qualcosa di coerente, dove l'energia pulita e la formazione tecnologica si sostengono a vicenda, piuttosto che correre su binari separati.
Un giudizio pragmatico
Le Comunità Energetiche Rinnovabili in Italia hanno impiegato anni ad affermarsi, frenate da un quadro normativo incerto e da una burocrazia che non ha aiutato. Il decreto MASE del 2024 ha finalmente reso operativo il sistema di incentivi, ma molti Comuni hanno atteso, rimandato, aspettato che qualcun altro facesse il primo passo. Novi di Modena quel passo lo ha fatto, con fondi regionali, soci fondatori radicati nel territorio e una governance trasparente.
Vale la pena ricordare che le grandi utility energetiche italiane, quelle che negli ultimi anni hanno macinato utili record mentre le bollette delle famiglie salivano, non hanno fretta che queste esperienze si diffondano troppo. Una comunità energetica che si autogestisce è, per definizione, un cliente in meno sul mercato libero. Il fatto che l'iniziativa parta dal basso, da un piccolo Comune della pianura modenese, è precisamente la ragione per cui merita più attenzione di quanta ne riceve normalmente.
L'appuntamento è per giovedì 4 giugno alle 18:30 alla Sala Civica E. Ferraresi di Novi di Modena. L'ingresso è pubblico e aperto a tutti.