Per circa dieci giorni la Rianimazione dell'Ospedale Ramazzini di Carpi cambierà indirizzo. A partire da giovedì 8 ottobre, gli otto posti letto della Terapia Intensiva saranno trasferiti temporaneamente nei moduli del Policlinico di Modena, il tempo necessario a sostituire l'Unità di Trattamento Aria (UTA) a servizio del reparto. Lo rende noto l'Azienda USL di Modena con un comunicato diffuso oggi.
L'UTA è l'impianto che garantisce il ricambio, il filtraggio e il controllo dell'aria in un ambiente dove i pazienti sono i più fragili dell'intero ospedale: sostituirla significa mettere mano al cuore tecnico della Terapia Intensiva, e per farlo in condizioni di sicurezza il reparto deve essere libero. Da qui la scelta del trasferimento temporaneo, che l'Azienda USL definisce rapido e che non comporterà alcuna variazione nella dotazione complessiva di posti letto a livello provinciale.
Cosa resta a Carpi
Il punto che interessa più da vicino i cittadini è che il Ramazzini non resta scoperto: durante i lavori rimarrà attiva a Carpi la guardia anestesiologica, a garanzia delle urgenze, a disposizione per le necessità cliniche e per la valutazione e il supporto alle eventuali attività di trasferimento dei pazienti. È stata inoltre rimodulata la programmazione chirurgica, perché l'intervento toccherà, con un impatto che l'Azienda definisce molto più contenuto sia dal punto di vista operativo sia come durata, anche la Centrale di Sterilizzazione e il blocco B. Al termine dei lavori l'attività della Terapia Intensiva tornerà regolarmente al Ramazzini.
Un cantiere dentro un programma più ampio
L'intervento si inserisce nel programma di manutenzione e adeguamento dell'Ospedale Ramazzini, che prosegue con lavori programmati sulle diverse aree del presidio con l'obiettivo di mantenere nel tempo funzionalità, sicurezza e qualità di ambienti e impianti. Il piano, avviato nell'autunno 2025 nell'ambito di un programma provinciale da oltre 4 milioni di euro, prevedeva per il solo Ramazzini dodici interventi per un investimento di quasi un milione di euro: tra quelli già conclusi, come ricostruito da ModenaToday, il rifacimento integrale della scala di accesso principale all'ospedale terminato nel gennaio 2026, il ripristino del solaio al piano interrato della Dialisi e le impermeabilizzazioni delle coperture di Ginecologia, Chirurgia, Ostetricia e sterilizzazione, realizzate tra novembre 2025 e febbraio 2026.
La rete provinciale alla prova
Il trasferimento è anche il banco di prova della collaborazione tra le aziende sanitarie modenesi, che secondo l'Azienda USL vede già attive diverse progettualità comuni tra presidi e servizi. Una soluzione resa possibile, si legge nella nota, dalla visione provinciale della sanità in costruzione da febbraio 2025, il mese in cui si sono insediati i nuovi direttori generali Mattia Altini all'AUSL e Luca Baldino all'Azienda Ospedaliero-Universitaria, e dalla presenza di reti già consolidate, capaci di gestire non solo le grandi emergenze come avvenuto durante la pandemia ma anche situazioni temporanee.
"Desidero ringraziare l'Azienda Ospedaliero-Universitaria per la forte sinergia e la disponibilità a strutturare il percorso più adeguato a consentire l'esecuzione dei lavori in sicurezza", dichiara il direttore generale dell'AUSL Mattia Altini, "e tutto il personale che ha assicurato il suo impegno in ogni fase: così che si può costruire una sanità davvero integrata, un sistema capace di garantire la continuità di risposta ai cittadini modenesi".