Quattro nuovi primari per la sanità modenese: dalla dermatologia all'oftalmologia, i volti del cambiamento


Quattro nuovi primari per la sanità modenese: dalla dermatologia all'oftalmologia, i volti del cambiamento

La sanità modenese volta pagina con quattro nuovi primari alla guida di altrettanti reparti e servizi considerati strategici per la salute del territorio provinciale. Le nomine sono state presentate questa mattina alla stampa dai direttori generali delle due aziende sanitarie locali, Mattia Altini per l'Azienda USL di Modena e Luca Baldino per l'Azienda Ospedaliero-Universitaria, entrambi in carica dal febbraio 2025.

Il quadro si compone di professionisti con percorsi clinici e scientifici di lungo corso, chiamati a guidare strutture che toccano direttamente la vita quotidiana di migliaia di pazienti.

I nuovi primari dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria

Per il Policlinico di Modena, la nomina più attesa era quella della professoressa Caterina Longo, che assume la direzione della Struttura Complessa di Dermatologia. Il suo profilo scientifico è di caratura internazionale: professoressa ordinaria di Unimore, è riconosciuta tra le massime esperte mondiali nella diagnosi del melanoma secondo la classifica di Expertscape, che misura la produzione scientifica degli specialisti su scala globale. Il suo lavoro pionieristico sulla dermoscopia e sulla microscopia laser confocale ha consentito diagnosi precoci su migliaia di pazienti.

Il secondo incarico nell'AOU va al professor Paolo Ventura, nominato direttore della Struttura Complessa di Medicina Interna ad indirizzo Metabolico Nutrizionale dell'Ospedale Civile di Baggiovara. Il reparto che guida è punto di riferimento regionale per le malattie metaboliche congenite come la malattia di Gaucher, oltre che centro attivo nella ricerca sulle dislipidemie e sulle malattie epatiche. Ventura era già presente nell'organico della struttura e partecipa a sperimentazioni cliniche di fase 3 su farmaci innovativi per il trattamento dell'iperlipoproteinemia.

I nuovi direttori dell'Azienda USL

Sul versante dell'AUSL, la dottoressa Alessandra Fantuzzi assume la direzione del Servizio di Igiene Pubblica, ruolo che ricopriva già in forma facente funzione dal luglio 2024. Specializzata in medicina di comunità, è in AUSL dal 2018 con un percorso centrato sulla prevenzione e la promozione della salute. La sua nomina a titolo pieno consolida una continuità già in atto sul territorio.

Il dottor Vittorio Cortese guida invece la Struttura Complessa di Oftalmologia aziendale. Proveniente dall'Azienda Sanitaria Friuli Occidentale, dove operava come dirigente medico con alta specialità in chirurgia vitreo-retinica, ha maturato esperienze anche all'Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale e all'ULSS2 Marca Trevigiana. Una carriera costruita interamente nel campo della chirurgia oculare d'alta complessità.

Il sistema che cresce: ospedale, territorio, università

Le nomine si inseriscono in un processo più ampio di riordino dell'offerta sanitaria provinciale, avviato su mandato della Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria. «AUSL e AOU operano in stretta integrazione, valorizzando competenze e professionalità come leva strategica», hanno dichiarato congiuntamente Altini e Baldino, sottolineando come questo lavoro punti a «rendere il sistema sanitario sempre più efficiente, integrato e capace di coniugare innovazione, prossimità e qualità delle cure».

A rafforzare il legame tra cura e ricerca è intervenuta la professoressa Rita Cucchiara, rettrice di Unimore, che ha posto l'accento sul ruolo dell'università dentro il sistema sanitario: «Nei reparti universitari la cura si alimenta del lavoro di ricerca, la didattica cresce nel contatto quotidiano con i pazienti e la formazione specialistica diventa parte viva del sistema sanitario».

Ha espresso soddisfazione anche Francesca Maletti, vicesindaca di Modena con delega alla sanità: «Le nomine dei quattro nuovi primari rappresentano un momento significativo per il rafforzamento delle nostre strutture sanitarie e per il consolidamento di un modello che punta su qualità delle cure, innovazione e valorizzazione delle professionalità».

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