Pong, loot box e azzardo: a Carpinscienza la lezione di Taxi1729 che svela le trappole nei videogiochi

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Pong, loot box e azzardo: a Carpinscienza la lezione di Taxi1729 che svela le trappole nei videogiochi

Uno smartphone, un videogioco gratuito, una partita dopo l'altra. Ricompense da sbloccare, acquisti in-app, tentativi da ripetere. Gesti quotidiani, all'apparenza innocui. Ma cosa succede quando le dinamiche del gaming iniziano a somigliare pericolosamente a quelle del gioco d'azzardo? Se ne parlerà mercoledì 23 settembre al Cinema Corso di Carpi con "C'era una volta Pong", la conferenza-spettacolo di Taxi1729 inserita nel programma dell'undicesima edizione di Carpinscienza, il festival della scienza in corso fino al 30 settembre sotto il titolo "Costellazioni".

Dai pixel del '72 alle trappole digitali di oggi

A condurre l'incontro sarà Olmo Morandi, matematico di formazione e divulgatore scientifico di Taxi1729, collettivo torinese specializzato nel raccontare i meccanismi che guidano le nostre scelte. Il titolo dello spettacolo rimanda al 1972, anno in cui Atari lanciò Pong, uno dei primi videogiochi della storia. Da allora tutto è cambiato: la tecnologia ha reso i giochi più complessi e immersivi, internet ne ha rivoluzionato la distribuzione, e l'incontro con il gambling ha introdotto ingredienti potenzialmente pericolosi.

L'obiettivo non è demonizzare i videogiochi, ma aiutare i ragazzi a riconoscere i meccanismi, attesa della ricompensa, ripetizione compulsiva, spinta a continuare a giocare, che possono rendere alcuni comportamenti sempre più difficili da controllare e che rappresentano un terreno propedeutico all'azzardo vero e proprio.

La formula: scienza, narrazione e interazione

Taxi1729 è noto per un approccio che unisce rigore scientifico e coinvolgimento diretto del pubblico. I loro talk partono dai cosiddetti limiti cognitivi: siamo meno razionali di quanto crediamo, ma gli errori che commettiamo non sono casuali, sono sistematici e prevedibili. Conoscerli significa prendere decisioni più consapevoli, e questo vale anche davanti allo schermo di uno smartphone.

L'appuntamento, rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, è promosso da Carpinscienza insieme al progetto "Un Argine all'azzardo", iniziativa dell'Unione delle Terre d'Argine con l'Azienda USL di Modena e le realtà del Terzo settore (Federconsumatori, CSV Terre Estensi, Dedalo, CEIS e Centro Papa Giovanni XXIII).

I numeri che fanno riflettere

L'iniziativa arriva in un momento in cui i dati sull'azzardo nel territorio impongono una riflessione. Secondo il quarto rapporto di Federconsumatori Modena, nel 2024 nei quattro Comuni di Carpi, Campogalliano, Novi di Modena e Soliera sono stati giocati tra 275 e 277 milioni di euro, circa 3.020 euro per ogni residente maggiorenne, il 9% in più della media provinciale. Le perdite sono state stimate in circa 45 milioni di euro. E il gioco d'azzardo online è cresciuto del 17,3% in un solo anno, mentre le indagini tra gli adolescenti delle Terre d'Argine rivelano che uno su sette dichiara un rapporto frequente con l'azzardo.

Parlare ai ragazzi partendo proprio dai videogiochi, in questo scenario, significa intervenire prima che il problema si consolidi, aiutandoli a riconoscere meccanismi che appaiono normali solo perché inseriti in attività quotidiane e diffuse.

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