C'è un momento, in estate, in cui la pianura modenese si stringe nelle spalle sudate e lancia un'occhiata verso sud. È lì, a un'ora scarsa di curve dall'ombra del nostro Portico, che il borgo di Frassinoro si prepara a diventare per due giorni la capitale di ciò che non si può pesare, contare, incasellare. Perché di questo parla la settima edizione di Sconfinamenti: festival di piccole voci libere, in programma sabato 18 e domenica 19 luglio 2026: le cose in-misurabili.
E diciamocelo, cari lettori carpigiani, l'idea che qualcuno dedichi un intero festival a tutto quello che sfugge alle metriche, in un'epoca in cui misuriamo perfino i passi che facciamo con l'orologio al polso, ha già il sapore di una piccola, deliziosa ribellione. Merito dell'associazione Sconfinamenti Festival APS, che con il sostegno della Fondazione di Modena e di EmilBanca, e i patrocini di Regione Emilia-Romagna, Provincia di Modena e Comune di Frassinoro, ha costruito negli anni un presidio culturale di tutto rispetto.
Un ponte tra Giappone e Appennino
La vera notizia di quest'edizione è il respiro internazionale che il festival si è conquistato. Arriveranno a Frassinoro le artiste giapponesi Ayumi Kudo e Yocci (al secolo Yoshiko Noda), due nomi che chi frequenta l'illustrazione per ragazzi conosce benissimo. La Kudo, nata a Okayama e formatasi all'Accademia di Belle Arti di Carrara, ha fatto delle \"cose in-misurabili\" una vera e propria poetica personale, esposta in gallerie da Milano a Kyoto, da Parigi a Yokosuka. Non è un caso che il tema del festival 2026 coincida con il titolo della sua serie di mostre più importante: era destino che prima o poi approdasse qui. Yocci, invece, è l'illustratrice di Osaka che da anni racconta l'Italia ai giapponesi e il Giappone agli italiani dalle pagine di Internazionale, con quel tratto minimale e ironico che l'ha resa inconfondibile.
Accanto a loro, maestri della scultura come Fumitaka Kudo e Yasuyuki Morimoto, e un figlio di questa terra che ha scelto la pietra come lingua madre: Dario Tazzioli. Classe 1979, Tazzioli ha impugnato il primo scalpello sotto la guida dell'ultimo scalpellino del paese e da allora non ha più smesso di interrogare la pietra della Val Dragone. Vive e lavora a oltre 1.100 metri di quota, \"dove la pietra non è solo materia, ma memoria allo stato puro\", ama ripetere. Le sue sculture sono state esposte in tutto il mondo, ma lui è rimasto lassù, fedele al silenzio che nutre la creatività. Vederlo dialogare con gli artisti giapponesi sarà uno dei momenti più attesi del festival.
Letteratura per l'infanzia, linfa per il futuro
Il cuore di Sconfinamenti resta la letteratura di qualità per l'infanzia, intesa non come genere minore ma come strumento per costruire uno sguardo libero sul mondo. La presenza della prestigiosa Corraini Edizioni di Mantova, casa editrice che ha fatto della sperimentazione visiva una bandiera, garantisce il livello della proposta. Incontri, laboratori, letture all'aria aperta: il programma completo è pensato per bambini, adulti e famiglie, e si snoda tra le vie del borgo con la complicità di realtà locali come BarboPiano, la Pro Loco Frassinoro, la Libreria Castello di Carta di Vignola e l'Accademia Dario Tazzioli APS.
Non mancherà il tocco di spiritualità che da sempre caratterizza il luogo: collabora all'iniziativa anche il comitato della storica Via Crucis Vivente di Frassinoro, a ricordarci che in certi borghi il sacro e il profano, il teatro e la devozione, convivono senza fare rumore.
Informazioni pratiche
Il festival si terrà sabato 18 e domenica 19 luglio 2026 nel borgo di Frassinoro, in provincia di Modena. Il programma dettagliato è consultabile sul sito ufficiale sconfinamentifestival.com e sui canali social Facebook e Instagram del festival. Per informazioni, si può scrivere all'indirizzo sconfinamentifestival@gmail.com.
Da Carpi, Frassinoro dista circa 60 chilometri: si prende la strada per Sassuolo, poi si sale verso il Passo delle Radici. Un'ora e un quarto di curve, faggi e aria che cambia profumo. Per due giorni, ne vale la pena.