Ci sono storie che raccontano una città meglio di tanti discorsi. Quella di quattro ragazzi del Liceo Manfredo Fanti che si ritrovano a progettare il futuro dell'educazione artistica dentro l'Arsenale di Venezia è esattamente questo: la conferma che Carpi sa coltivare talento, e che quel talento sa farsi notare anche fuori casa.
Cinque giorni dentro il cuore dell'arte contemporanea
Dal 28 agosto al 1 settembre, Claudia, Gaia, Niccolò e Vittorio, accompagnati dalla dirigente scolastica Alda Barbi e dalla docente Giulia Tettamanzi, hanno partecipato al campus itinerante di Scuola Futura, l'iniziativa del Ministero dell'Istruzione e del Merito realizzata in accordo con la Biennale Educational. Un'occasione che ha portato 40 studenti e 20 docenti da 13 scuole italiane dentro la 61esima Mostra internazionale d'arte, intitolata "In Minor Keys", allestita ai Giardini e all'Arsenale.
La mostra di quest'anno porta la firma di Koyo Kouoh, la curatrice camerunense scomparsa prematuramente nel maggio 2025, che aveva già definito ogni dettaglio del progetto. La Biennale ha scelto di realizzarlo integralmente, trasformando l'edizione in un omaggio alla sua visione. Dentro questo contesto così denso di significato, i ragazzi di Carpi hanno trovato il loro spazio da protagonisti.
Making Lab, Moving Lab e quel "Tappeto volante"
Gli studenti del Fanti sono stati assegnati al Making Lab, dove insieme ad altri partecipanti hanno progettato future residenze artistiche per ragazzi, ispirandosi ai temi della Biennale. L'altro gruppo, il Moving Lab, ha lavorato in parallelo con i docenti in un flusso di progettazione incrociata: gli studenti che ideano attività per gli insegnanti e viceversa, in un confronto che ribalta le gerarchie della scuola tradizionale.
A fare da sfondo c'era anche un pezzo di storia di Scuola Futura: il Museo itinerante, un'architettura mobile soprannominata il "Tappeto volante più lungo del mondo", nata dai ragazzi che avevano partecipato alla Biennale Architettura 2025 e a un evento parallelo a Rotterdam. Quest'anno gli ideatori si sono trasformati in guide, raccontando ai visitatori il progetto con l'orgoglio di chi l'ha visto nascere.
La restituzione finale
Tutti i collettivi hanno presentato i propri progetti davanti a una platea di partecipanti, formatori e rappresentanti del Ministero. Una restituzione che ha messo in luce non solo competenze progettuali, ma anche quella capacità di stare in gruppo e di osare che troppo spesso resta imbrigliata tra i banchi.
La voce dei protagonisti
"Non vedevo l'ora di arrivare e di conoscere tutti gli altri ragazzi", racconta uno degli studenti del Fanti, facendosi portavoce del gruppo. "È stata un'esperienza fantastica, ricca di emozioni, che ha esaudito le mie aspettative: sogno sempre di opportunità che mi aiutino a definire e dare forma al mio futuro, e penso che le sfide che abbiamo affrontato ci abbiano aiutato molto su questi aspetti".
Parole che restituiscono il senso più vero di iniziative come questa: non gite di rappresentanza, ma esperienze che lasciano il segno su chi le vive. Per il Liceo Fanti non si tratta di una novità assoluta: già nel luglio 2025 l'istituto aveva portato una delegazione all'Expo di Osaka, in Giappone, per la settimana tematica dedicata all'education. Una vocazione all'internazionalizzazione che questa nuova tappa veneziana conferma e rafforza.
Una questione di sguardo
In una città come Carpi, dove l'istruzione ha sempre avuto un peso specifico nella vita della comunità, vedere quattro ragazzi del territorio muoversi con disinvoltura tra i padiglioni della Biennale fa riflettere. Non si tratta solo di premiare l'eccellenza: si tratta di ricordare che la scuola, quando funziona, è ancora il più potente ascensore sociale che questo Paese sappia offrire. E che a volte, per far decollare i sogni, serve solo un tappeto volante, anche se metaforico.