Li chiamano Esordienti e Allievi. Hanno tredici, quattordici, quindici anni. E corrono in pista. Non la pista di atletica, non quella delle biglie: la pista di ciclismo, quella in legno, inclinata, dove se metti male il piede voli per terra e se metti bene la testa impari una cosa che a scuola non insegnano, cioè che il dolore serve, ma solo se capisci perché.
L'appuntamento è per mercoledì 15 e giovedì 16 luglio 2026 al Velodromo Comunale "Corrado Ardizzoni" di Cento, in via Santa Liberata 2/B. È lì che si disputa il 2° Trofeo Città di Cento, manifestazione che assegna i titoli regionali Emilia-Romagna per le categorie giovanili, sia maschili che femminili. Un evento che sta crescendo, come crescono i ragazzi che lo animano.
Da Carpi a Cento, con il cuore in pista
Tra gli organizzatori c'è anche un pezzo di Carpi: la Polisportiva Sanmarinese ASD-APS, che fa parte dell'Academy Velodrome di Cento insieme alla Stella Alpina Renazzo di Renazzo (Ferrara) e alla Ciclistica G. Bonzagni di San Matteo della Decina (Bologna). Tre società unite sotto l'egida della FCI e del CONI, che hanno deciso di investire su un impianto storico e su un'idea precisa: il ciclismo su pista non deve diventare un lusso per pochi né un ricordo sbiadito delle Olimpiadi.
Ci vuole testardaggine, quella che in Emilia-Romagna conosciamo bene. Organizzare un campionato regionale giovanile significa portare famiglie intere a spendere tempo e carburante, convincere i ragazzi che la pista non è solo per i \"grandi\" della televisione, garantire sicurezza e, possibilmente, anche un punto ristoro decente per chi aspetta. Che, sia detto, ci sarà: l'organizzazione ha previsto un servizio di ristoro per tutti, atleti, accompagnatori e pubblico. Perché alla fine, diciamolo, il ciclismo è anche questo: ore di attesa, un caffè, una piadina, e poi tre minuti di gara che valgono mesi di allenamento.
Il coraggio di mettersi in gioco
Ora, chi scrive non ha mai avuto il fisico per il ciclismo su pista, e nemmeno la testa, forse. Ma una cosa la so: quando vedi un Esordiente che affronta un inseguimento, o una Allieva che si lancia in una volata, stai guardando qualcosa di serio. Stai guardando ragazzi che hanno scelto uno sport dove le cadute non sono eventualità ma certezza, dove la bicicletta non ha freni e si fissa direttamente ai pedali, dove la solitudine della pista ti mette di fronte a te stesso senza scuse.
E allora ben venga il Trofeo Città di Cento. Ben vengano le società come la Polisportiva Sanmarinese che mettono il loro nome, le loro energie e probabilmente anche soldi propri dentro un progetto che non farà notizia sui grandi giornali, ma che nei paesi della provincia costruisce, un ragazzo alla volta, quel tanto di carattere che serve per diventare adulti.
Perché se è vero che non tutti diventeranno campioni, è altrettanto vero che chi impara a rialzarsi dopo una caduta sul parquet del velodromo, qualcosa di buono nella vita saprà farlo. E non è poco.