L'ultimo volo di Sorzi: il portiere salva-Carpi spicca il volo verso nuovi lidi


L'ultimo volo di Sorzi: il portiere salva-Carpi spicca il volo verso nuovi lidi

Ci sono addii che sanno di bilancio, di conti che tornano e di promesse mantenute. Quello tra l’AC Carpi e Matteo Sorzi appartiene esattamente a questa categoria. La Società biancorossa, con un comunicato stampa pubblicato nel primo pomeriggio di giovedì 9 luglio 2026, ha ufficializzato la separazione dal portiere classe 2000, ringraziandolo per «la professionalità dimostrata» e augurandogli un «soddisfacente prosieguo di carriera». Parole asciutte, ma che pesano come macigni nel cuore dei tifosi.

Due salvezze con i guantoni

Arrivato in sordina due estati fa, Sorzi si è preso la scena a suon di interventi decisivi, diventando in breve tempo una delle colonne dello spogliatoio. Settantadue presenze in biancorosso, distribuite nell’arco di due campionati in cui il Carpi ha dovuto stringere i denti fino all’ultima giornata per blindare la permanenza in Serie D. In entrambe le occasioni, il ragazzo ci ha messo i guantoni, e pure il cuore, parando l’impossibile quando la difesa barcollava e il fiato sugli spalti del Cabassi si faceva corto.

Un futuro già scritto?

Che l’avventura carpigiana di Sorzi fosse agli sgoccioli lo si era intuito già a maggio, quando il Vicenza aveva messo gli occhi sul portiere in scadenza di contratto. La notizia, rilanciata dal Resto del Carlino il 17 maggio scorso, aveva acceso i radar dei tifosi, consapevoli che trattenere un elemento del genere sarebbe stata un’impresa titanica. Oggi, a luglio inoltrato, il comunicato del Carpi non fa che confermare quelle voci: Sorzi è pronto a spiccare il volo verso una categoria superiore, con la benedizione della piazza che lo ha adottato e coccolato.

Non sappiamo ancora dove lo porterà esattamente il vento del calciomercato, ma una cosa è certa: a Carpi resterà il ricordo di un portiere che non ha mai fatto rumore, se non quello sordo e rassicurante di un pallone bloccato a terra, mentre l’arbitro fischiava la fine e una salvezza diventava realtà. Buona fortuna, Matteo.

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