Ci sono momenti in cui il calcio, con i suoi gol, le sue classifiche e le sue tattiche, si fa da parte in silenzio. Momenti in cui una società sportiva smette per un attimo di essere tale e diventa semplicemente una comunità di persone che si stringe attorno a chi soffre. È uno di quei momenti, questo, per l'AC Carpi.
La notizia della improvvisa scomparsa di Nicola Cestari, per tutti semplicemente "Enzo", ha lasciato sgomenti il presidente Claudio Lazzaretti e l'intera famiglia biancorossa. Enzo era il papà di Gabriele, uno dei ragazzi che ogni settimana indossa la maglia del Carpi nella selezione Under 11, quei bambini che ancora imparano a tirare, a correre, a sognare. Uno di quei papà che si trovano sugli spalti a tifare, a incoraggiare, a fare il tifo con quella dedizione silenziosa che solo un genitore conosce davvero.
Una perdita che tocca tutto il vivaio
In un settore giovanile, il legame non è mai soltanto tra il club e il calciatore: è tra la società e la famiglia intera. Si condividono trasferte, pomeriggi di allenamento, gioie piccole e grandi soddisfazioni. È in questi anni formativi che nascono amicizie e affetti che durano una vita, e che il calcio diventa molto più di un gioco. Per questo la perdita di "Enzo" non è solo un dolore privato, ma un lutto che attraversa gli spogliatoi, i campi di allenamento e i corridoi del Cabassi.
L'AC Carpi ha voluto esprimere con forza la propria vicinanza alla moglie Olimpia Cafaro, ai figli Gabriele e Viola e a tutti coloro che hanno voluto bene a Nicola. Le condoglianze della società biancorossа vanno a tutta la famiglia, in un abbraccio collettivo che vale più di qualsiasi parola.
In certi giorni, il pallone può aspettare. Oggi Carpi si ferma, si toglie il cappello e saluta "Enzo" con il rispetto e l'affetto che si deve a chi ha fatto parte, anche dietro le quinte, di questa grande famiglia sportiva.