C'è ancora qualcosa di bello nella politica locale, ogni tanto. Il Consiglio Comunale di Novi di Modena ha votato all'unanimità, con l'appoggio trasversale dei gruppi consiliari Essere Comunità e Noi Lista Civica, un ordine del giorno per commemorare nel 2027 uno dei suoi figli più rappresentativi: Adriano Boccaletti, pittore, ceramista, insegnante, gallerista e uomo di comunità, morto nel marzo del 2002.
Sarà un anno doppiamente significativo: cadranno insieme il novantesimo anniversario della nascita e il venticinquesimo della scomparsa. Due date che, nella piccola Novi di circa diecimila abitanti incuneata nella bassa modenese, pesano quanto pietre miliari.
Un Comitato Consultivo con la famiglia
Per non lasciare le celebrazioni all'improvvisazione o alla retorica ufficiale, il Comune ha deciso di istituire un Comitato Consultivo in cui siederà anche la famiglia Boccaletti. Una scelta che merita rispetto: troppo spesso le commemorazioni finiscono per trasformare un uomo in una statua, privandolo del respiro che aveva in vita. Qui si vuole fare diversamente, o almeno questo è l'impegno dichiarato. «L'orizzonte guida sarà il pieno rispetto della volontà della famiglia», si legge nella nota del Comune, che parla di «un percorso di collaborazione aperto al territorio, per trasformare il ricordo di Adriano in una festa corale per tutta la comunità».
Parole programmatiche, certo. Ma l'unanimità del voto consiliare è già di per sé un segnale raro, e vale la pena sottolinearlo.
Chi era Adriano Boccaletti
Adriano Boccaletti nacque a Novi nel 1937 e studiò all'Istituto d'Arte Venturi di Modena, dove si diplomò nel 1957 sotto la guida del grande Luigi Spazzapan, uno dei padri dell'astrattismo e dell'informale italiano. Non un maestro qualunque: Spazzapan aveva esposto alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma, e nel 1955 aveva ottenuto la cattedra di Decorazione proprio al Venturi. Una formazione di primo livello per un ragazzo della pianura padana.
Boccaletti tornò a vivere e lavorare a Novi per tutta la vita, insegnando disegno nelle scuole elementari e medie e non smettendo mai di dipingere. La sua pittura aveva i colori caldi della pianura, i volti della gente comune, la dignità del lavoro. Negli anni Settanta arrivò persino a denunciare, con i suoi quadri, l'inquinamento e il condizionamento dei mass-media: una sensibilità civile che pochi artisti di provincia si permettevano.
La galleria a Carpi e la scoperta della ceramica
Nel 1964 aprì a Carpi la galleria «I Gradini», uno spazio che serviva a far conoscere i giovani artisti emergenti di quegli anni: tra loro Lanfranco, Margonari, Merighi, Roveri e Zapparoli. Una scelta generosa, quella del gallerista che mette in vetrina gli altri prima di sé stesso.
Nel 1978 scoprì la ceramica quasi per caso, su invito di una fabbrica di piastrelle. Fu, come lui stesso raccontò, amore a prima vista: la creta gli permetteva di dare tridimensionalità a soggetti che sulla tela doveva appiattire. Si spinse fino a Kecskemét, in Ungheria, per un stage al Centro Internazionale di Ceramica, e ci tornò altre tre volte per i simposi internazionali sugli smalti su metallo. Un artigiano curioso del mondo, non soltanto dell'orizzonte piatto della bassa.
Ottanta mostre personali e un'eredità che non tramonta
In quarant'anni di attività allestì oltre ottanta mostre personali. L'ultima fu a Novi nel 2001, un anno prima della morte, e per l'occasione fu pubblicata la monografia «Adriano Boccaletti pittore» curata da Marzio Dall'Acqua. Dal 2012, nel decennale della scomparsa, la Pro Loco di Novi porta il suo nome. Sette anni fa le Acli di Carpi riproposero una selezione delle sue opere pittoriche nella Saletta della Fondazione Cassa Risparmio di Carpi in corso Cabassi: segno che il suo ricordo non è rimasto confinato ai confini comunali.
Nel 2027 Novi avrà un anno intero per raccontarlo meglio. Sperando che la festa corale annunciata non si riduca a un convegno e a una targa inaugurata sotto la pioggia. Adriano Boccaletti, che aveva attraversato tutto il Novecento con un pennello in mano, lo meriterebbe di meglio.