A Carpi sabato apre una mostra per ricordare Enzo Di Martino, l'uomo che ha fatto grande la xilografia in città


A Carpi sabato apre una mostra per ricordare Enzo Di Martino, l'uomo che ha fatto grande la xilografia in città

C'è una storia che Carpi racconta meglio di molte altre città italiane: quella della xilografia. E sabato 23 maggio, alle 17, nei Musei di Palazzo dei Pio, quella storia torna al centro con l'inaugurazione di "Xilografie e altra grafica", una mostra che è al tempo stesso un omaggio e un bilancio, un atto d'affetto collettivo verso un uomo che ha dedicato buona parte della sua vita a questo angolo di cultura carpigiana.

Un tributo a Enzo Di Martino

La mostra nasce per ricordare Enzo Di Martino, critico d'arte e curatore scomparso nel 2023, figura centrale nella storia culturale della città. Fu lui a ideare e portare avanti la Biennale di xilografia contemporanea di Carpi, rassegna che nel 2022 aveva raggiunto la ventesima edizione, diventando una delle più longeve del genere in Italia. Fu ancora lui a rintracciare sul mercato dell'arte fogli originali di Ugo da Carpi, il grande xilografo rinascimentale (1470-1532) considerato l'inventore del chiaroscuro nell'incisione su legno, poi acquistati dal Museo e oggi parte del patrimonio permanente. Un lavoro paziente, durato decenni, che ha costruito mattone dopo mattone la reputazione di Carpi come capitale italiana della xilografia.

La mostra è organizzata in collaborazione con la famiglia Di Martino e l'Archivio studio EDM, e resterà aperta fino al 10 gennaio 2027.

Le opere e gli artisti in mostra

Le opere esposte provengono dalla collezione personale di Enzo Di Martino e rappresentano artisti con i quali aveva costruito rapporti di lunga frequentazione e stima reciproca.

Virgilio Guidi (1891-1964) e Di Martino si conobbero negli anni Sessanta. Lo studio veneziano del pittore fu per anni un luogo di confronto quotidiano: al centro della sua ricerca il tema della luce, intesa come principio originario che dà forma e senso a tutte le cose.

Joe Tilson (1928-2023), artista inglese vissuto a lungo in Italia, costruì un universo visivo solo apparentemente giocoso, in realtà denso di rimandi a storia, mitologia, filosofia ed esoterismo. Un'arte che non offre risposte ma apre domande.

Mimmo Paladino (1948), tra i protagonisti della Transavanguardia italiana, lavora sul segno come evocazione più che come descrizione: immagini sospese tra visione e mistero, un invito a confrontarsi con il proprio lato oscuro.

Luigi Spacal (1907-2000) ha fatto del Carso la sua sorgente inesauribile: ogni opera è una rielaborazione della memoria di quella terra, non solo geografica ma interiore, uno spazio poetico che non ha mai abbandonato.

Allestita accanto a Ugo da Carpi: una scelta non casuale

La mostra trova spazio nelle due sale che ospitano permanentemente la collezione di xilografie di Ugo da Carpi e le matrici lignee del Museo. Un accostamento deliberato, che crea un dialogo tra il Rinascimento e il Novecento, tra le origini della tecnica e le sue declinazioni contemporanee.

Giuliano Albarani, assessore alla Cultura del Comune di Carpi, spiega così la scelta: «La mostra consente un doppio viaggio nel tempo storico di Carpi. Il primo, più profondo ed evocato per assonanza, è quello legato al Rinascimento, alla figura di Ugo da Carpi, allo sviluppo dell'arte della xilografia. Il secondo, direttamente rappresentato dalle opere esposte, è quello della lunga e prestigiosa stagione delle biennali di xilografia contemporanea, che hanno trovato a Carpi una sede accogliente e, per così dire, naturale».

Sabato sera aperto fino a mezzanotte, domenica ingresso gratuito

L'inaugurazione coincide con la Notte europea dei Musei, appuntamento annuale che sabato 23 maggio terrà aperti i Musei di Palazzo dei Pio fino a mezzanotte, con ingresso gratuito. Chi vorrà potrà visitare anche la mostra "Non di solo pane. Cucina, tavola e cibo nel Rinascimento", oltre alle collezioni permanenti.

Domenica 24 maggio i Musei resteranno aperti a ingresso gratuito nel consueto orario, dalle 10 alle 18. Due giorni, dunque, in cui Palazzo dei Pio si offre senza barriere ai cittadini, con una mostra che vale la visita e una storia che merita di essere conosciuta.

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