Una pedalata per non dimenticare: Carpi in sella contro l'Alzheimer

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Una pedalata per non dimenticare: Carpi in sella contro l'Alzheimer

Diciotto appuntamenti in nove giorni, da Sassuolo a Pavullo, da Fanano a Formigine, per ricordare che prendersi cura delle persone con demenza è un compito che riguarda l'intera comunità. Torna la Settimana Alzheimer, in programma dal 19 al 27 settembre su tutto il territorio provinciale, promossa da Azienda USL di Modena, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, Ospedale di Sassuolo Spa, Associazioni Sostegno Demenze, Comuni ed Enti locali.

L'iniziativa, giunta alla sua edizione 2026, unisce momenti informativi e divulgativi ad attività aperte alla cittadinanza, con l'obiettivo di sensibilizzare sul tema delle demenze, fare prevenzione e sostenere i caregiver, figure troppo spesso invisibili ma centrali nell'assistenza quotidiana.

Domenica a Carpi: la Pedalata contro l'Alzheimer

L'appuntamento clou per il territorio carpigiano è fissato per domenica 20 settembre. Il ritrovo è alle ore 10:00 sul sagrato del Duomo, in Piazza Martiri, con partenza alle 10:30. Al termine della pedalata, i partecipanti potranno fermarsi per il pranzo presso il Circolo Guerzoni, a cura dell'associazione GAFA. La partecipazione è libera e aperta a tutti.

Il presidio sul territorio: il CDCD del Ramazzini

La provincia di Modena conta ogni anno circa 2.870 nuovi casi di demenza, con oltre 12.800 diagnosi attive. Per far fronte a questa realtà, il Ramazzini di Carpi ospita un Centro Disturbi Cognitivi e Demenze di secondo livello, diretto dal dottor Mario Santangelo, specializzato nella presa in carico delle persone con demenza sotto i 65 anni. Il Centro è inserito nella rete provinciale dei CDCD insieme a quello di Baggiovara, e si occupa di diagnosi, trattamento e follow-up dei casi a esordio precoce, che richiedono accertamenti sofisticati e un percorso dedicato.

I numeri della demenza in Italia

Nel mondo una persona sviluppa una forma di demenza ogni tre secondi: 55 milioni i casi diagnosticati, di cui circa il 75% senza una diagnosi formale. In Italia la malattia coinvolge oltre 1.430.000 persone e si stima che entro il 2050 saranno più di 2 milioni. Quattro milioni i familiari direttamente coinvolti nella cura, in maggioranza donne.

«Nel 2025 sono state effettuate circa 28.600 valutazioni in tutta la provincia, per oltre 2.400 nuove diagnosi di deficit cognitivo lieve e 12.800 di demenza», spiega il dottor Teodosio Pafundi, Direttore dell'Unità Operativa Complessa di Geriatria Territoriale. «È evidente come sia cruciale intercettare i nuovi casi sempre più precocemente: oggi abbiamo maggiori opportunità di intervento per rallentare l'evoluzione della malattia».

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