Cosa succede quando il fragile equilibrio della convivenza si spezza e l'istinto prende il sopravvento? Se lo chiede "Geometrie del collasso. Cinema sull'orlo di una crisi di nervi", la rassegna cinematografica che la Biblioteca Loria organizza in occasione del Festivalfilosofia 2026, quest'anno dedicato al tema del Caos. Tre film, tre serate, un unico filo conduttore: il momento in cui l'ordine precostituito cede il passo alla disgregazione.
L'iniziativa rientra nel cartellone del festival che da venerdì 18 a domenica 20 settembre animerà Modena, Carpi e Sassuolo con quasi duecento appuntamenti tra lezioni magistrali, mostre e spettacoli. Un programma imponente che anche la nostra città contribuisce ad arricchire, portando il grande schermo all'interno di uno spazio già caro ai carpigiani: l'Auditorium Loria, con i suoi 128 posti e una tradizione consolidata di ospitalità culturale.
Un ingorgo infinito, un'Italia al microscopio
Si parte venerdì 18 settembre alle 21 con "L'ingorgo. Black-out in autostrada" di Luigi Comencini. Siamo nel 1979, sul Grande Raccordo Anulare di Roma: un blocco della circolazione intrappola centinaia di veicoli, e dentro ogni auto si consuma un piccolo dramma. Il film, liberamente tratto dal racconto "L'autostrada del Sud" di Julio Cortázar, mette in scena un cast stellare, Alberto Sordi, Marcello Mastroianni, Stefania Sandrelli, Ugo Tognazzi, Annie Girardot, Gérard Depardieu e molti altri, per raccontare con sarcasmo quanto la convivenza forzata possa scatenare il peggio di ciascuno. Presentato in concorso al Festival di Cannes, "L'ingorgo" è una feroce allegoria dell'Italia di fine anni Settanta, capace di mostrare come la tensione faccia rapidamente regredire a una condizione animalesca.
Quel fischio che diventa un incubo
Sabato 19 settembre, sempre alle 21, tocca a "Il fischio al naso", opera del 1967 diretta e interpretata da Ugo Tognazzi. Tratto dal racconto "I sette piani" di Dino Buzzati, il film segue la parabola di un industriale che entra in una clinica per un banale disturbo e ne esce risucchiato in una spirale medica e burocratica senza ritorno. Tra suggestioni buzzatiane e risonanze kafkiane, Tognazzi mette in scena la disumanizzazione del malato ridotto a scarto da una società implacabile. Un film breve ma incisivo, che colpisce ancora oggi per l'attualità della sua denuncia.
Domenica, la distopia verticale di Ben Wheatley
Chiude la rassegna domenica 20 settembre alle 18, orario pomeridiano per questa terza proiezione, consigliata a un pubblico adulto, "High-Rise: la rivolta" di Ben Wheatley. Siamo nella Londra del 1975, dentro una torre residenziale sul Tamigi che promette lusso e autosufficienza. Il giovane dottor Robert Laing, interpretato da Tom Hiddleston, scopre progressivamente il lato oscuro del condominio: degrado, depravazione e, infine, esplosione della violenza tra gli inquilini. Tratto dal romanzo "Il condominio" di J.G. Ballard, il film del 2015 è una riflessione disturbante su come le disuguaglianze sociali, compresse in uno spazio chiuso, possano innescare una regressione collettiva. Jeremy Irons e Sienna Miller completano il cast di questa produzione britannica che non lascia indifferenti.
Tutte le proiezioni sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Un'occasione, per chi resterà in città in questo fine settimana di festival, per interrogarsi sul caos non solo con la filosofia ma anche con il linguaggio del cinema: quello che, più di ogni altro, sa metterci davanti allo specchio quando l'ordine vacilla.