Al Ramazzini non si viene solo per curarsi: uomo denunciato per atti osceni in sala d'attesa


Al Ramazzini non si viene solo per curarsi: uomo denunciato per atti osceni in sala d'attesa

C'è chi va al Pronto Soccorso con una gamba rotta, chi con la febbre a quaranta, e chi, evidentemente, con ben altri propositi. Mercoledì pomeriggio, nell'ospedale Ramazzini di Carpi, si è consumato un episodio che ha lasciato sgomenti pazienti, familiari e operatori sanitari: un uomo di 31 anni, originario del Bangladesh, è stato denunciato dai carabinieri della Compagnia di Carpi con l'accusa di atti osceni in luogo pubblico.

L'uomo si trovava su una barella in attesa di essere visitato quando avrebbe tenuto un comportamento definito offensivo del comune senso del pudore, davanti a chiunque in quel momento si trovasse nell'area. E in quell'area c'era anche una ragazza minorenne, circostanza che non è dettaglio di poco conto.

Cosa dice la legge

Il reato contestato è disciplinato dall'articolo 527 del Codice Penale. Nella sua formulazione ordinaria, gli atti osceni in luogo pubblico o aperto al pubblico comportano una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 30.000 euro. Ma quando il fatto viene commesso in luoghi frequentati da minori, e da ciò deriva il pericolo che vi assistano, la legge cambia registro in modo deciso: si applica la pena della reclusione da quattro mesi a quattro anni e mezzo. Un pronto soccorso, frequentato da persone di ogni età e condizione, rientra pienamente in questa casistica. La presenza della minorenne, dunque, potrebbe aggravare significativamente la posizione del 31enne.

L'intervento dei carabinieri

Il personale sanitario, trovatosi di fronte a una situazione che non rientrava evidentemente nel loro mansionario, ha fatto l'unica cosa sensata: ha chiamato i carabinieri. Una pattuglia della Compagnia di Carpi è intervenuta rapidamente, ha identificato l'uomo e ha ricostruito i fatti raccogliendo le testimonianze necessarie. Il 31enne non è stato arrestato, ma è stato denunciato all'Autorità giudiziaria e la sua posizione è ora al vaglio della Procura.

Un luogo che chiede rispetto

Il Pronto Soccorso del Ramazzini non è un posto qualunque. È il luogo dove i carpigiani arrivano nei momenti di maggiore fragilità, spesso spaventati, spesso soli. Chi ci lavora lo sa bene, e chi lo frequenta come paziente o accompagnatore dovrebbe avere almeno la decenza di rispettare quella fragilità altrui. Episodi come questo, oltre al disagio immediato, rischiano di incidere sul senso di sicurezza che una struttura sanitaria dovrebbe garantire per definizione.

Non è la prima volta che il Pronto Soccorso e più in generale le strutture ospedaliere di Carpi finiscono al centro di episodi che richiedono l'intervento delle forze dell'ordine. La Compagnia dei carabinieri di Carpi svolge un'attività di presidio che include anche i luoghi sensibili come ospedali e presidi sanitari, con pattugliamenti regolari pensati proprio per prevenire situazioni di questo tipo. Questa volta, però, prevenire non è bastato: si è dovuto intervenire a fatto già compiuto, davanti agli occhi di chi avrebbe avuto ben altri pensieri per la testa.

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