C'è chi gioca con i piedi e chi con le stecche, eppure nella serata del 21 maggio 2026 le distanze si sono azzerate, come in un bel lancio filtrante, al Circolo Andrea Costa di Carpi. Si è rinnovato l'appuntamento tra l'AC Carpi e uno dei sodalizi sportivi più radicati del territorio, un rito ormai consolidato che, anno dopo anno, restituisce alla città qualcosa di più prezioso di un semplice risultato sul campo.
Quando i calciatori scoprono le boccette
Protagonisti della serata i calciatori biancorossi Nicolò Verza e Tommaso Cecotti, che hanno indossato i panni, si fa per dire, di apprendisti sul verde tappeto del biliardo a boccette. A fare loro da mentore nientemeno che Gianni Lugli, carpigiano doc nato l'11 luglio 1963 e autentica bandiera dell'Andrea Costa: Campione Italiano singolo UISP nel 1992 e Campione Italiano Master nel 2018, Lugli è un personaggio che in questa città sa di leggenda sportiva a tutto tondo. Ha iniziato a giocare a quindici anni, pratica yoga e running per affinare la concentrazione, e con quella stecca in mano trasmette una sicurezza che i due calciatori hanno potuto apprezzare di persona, tra consigli, dimostrazioni e qualche risata di troppo.
Non è un dettaglio da poco, peraltro, che proprio il Circolo Andrea Costa sia recentemente tornato in Serie A1 del biliardo a boccette FISBB, conquistando la Stella di Romagna: un circolo che vince sul serio, insomma, non solo sul piano dell'accoglienza.
Più di una partita: un atto di comunità
Il merito di questa bella tradizione va diviso equamente. Da un lato la società biancorossa, che ha compreso quanto il calcio possa e debba andare oltre i novanta minuti. Dall'altro Alberto Pavarotti, grande tifoso biancorosso e anima del sodalizio di via Liguria, che ha aperto le porte del Circolo con la generosità di chi sa che certi momenti non si improvvisano ma si coltivano nel tempo.
Sorrisi, strette di mano, qualche tentativo goffo ma entusiasta alla stecca: in questa serata c'è tutta la bellezza dello sport quando smette di essere spettacolo e diventa incontro autentico tra persone. Verza e Cecotti sono tornati a casa con qualcosa in più di una nozione tecnica sulle boccette. Sono tornati con la consapevolezza di far parte di una città che tiene ai propri ragazzi.
Carpi che aggrega, Carpi che include
In tempi in cui si parla tanto di sport come strumento di coesione sociale, e poi spesso ci si ferma alle parole, Carpi dimostra che si può fare davvero. Il campo e il biliardo, il pallone e la stecca, i giovani calciatori e il maestro Lugli: ingredienti semplici per una ricetta che funziona ogni volta. Appuntamento al prossimo anno, con la certezza che questa tradizione non si interromperà.