C'è un angolo di Carpi dove la palla non è rotonda. Al campo Dorando Pietri, sabato 16 e domenica 17 maggio, la città ha vissuto due giornate interamente dedicate al rugby, con un'energia e una partecipazione che difficilmente passano inosservate. Due eventi, due spiriti diversi ma complementari, entrambi figli della stessa filosofia: lo sport come linguaggio comune, capace di unire generazioni e geografie.
Quando la scuola incontra il campo
Si comincia sabato con qualcosa di insolito e prezioso. Novanta studenti, arrivati da quattro istituti secondari di secondo grado, hanno riempito il campo del Rugby Carpi per il torneo conclusivo del progetto Rugby nelle scuole. I protagonisti erano ragazzi e ragazze del Meucci, del Fanti, del Vinci e del San Tomaso di Correggio, chiamati a cimentarsi nel rugby tag, la variante della palla ovale senza contatti fisici, con squadre da cinque giocatori.
Chi conosce il rugby sa che il tag è spesso la porta d'ingresso allo sport per eccellenza della lealtà: niente placcaggi, ma tanta velocità, coordinazione e, soprattutto, spirito di squadra. Alla fine, a spuntarla tra le squadre in campo, è stato l'istituto San Tomaso di Correggio, applauditissimo dai presenti. Ma il vero vincitore, in giornate come queste, è sempre lo stesso: il gruppo.
La settima edizione del Torneo Città di Carpi
Domenica il registro è cambiato, con il palcoscenico della settima edizione del Torneo Città di Carpi Under 14. Otto formazioni provenienti da diverse regioni d'Italia si sono presentate al campo Dorando Pietri per contendersi il titolo, portando con sé colori, accenti e storie diverse. Un appuntamento che negli anni ha saputo crescere in qualità e risonanza, come racconta anche la partecipazione di squadre da Lazio, Marche, Toscana e Campania nelle edizioni precedenti.
Al termine di una domenica densa di emozioni, a trionfare è stato il Viterbo Rugby, che ha conquistato il gradino più alto del podio. Il Modena Rugby ha chiuso con un onorevole secondo posto, mentre i padroni di casa del Rugby Carpi, i Falchetti, si sono aggiudicati il terzo posto: un bronzo sudato davanti al proprio pubblico, che vale quanto una vittoria per una società che nel settore giovanile ha sempre investito con convinzione.
Una comunità che sa fare squadra
Il successo di questo fine settimana non si misura soltanto nei risultati sportivi. Il Rugby Carpi, guidato dal presidente Stefano Bolognesi, ha dimostrato ancora una volta di saper trasformare il campo in un luogo di incontro autentico, dove genitori, accompagnatori, volontari e appassionati si mescolano in un clima che di rado si trova in altri contesti sportivi. Non è un caso che il torneo giovanile sia arrivato alla settima edizione con la stessa freschezza delle prime.
Quello che resta, al di là delle classifiche, è l'immagine di novanta studenti che per un pomeriggio hanno dimenticato banchi e interrogazioni, e di decine di ragazzini Under 14 che hanno giocato a rugby a Carpi venendo magari da centinaia di chilometri di distanza. Chissà che qualcuno di loro non torni, un giorno, con la maglia biancorossa.