Sette appartamenti pubblici vuoti, sette famiglie che attendono, 133.138 euro per colmare la distanza tra questi due dati. È questa, in sintesi, la misura approvata dalla Giunta comunale di Carpi con una delibera che recepisce un finanziamento della Regione Emilia-Romagna destinato alla riqualificazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Un provvedimento tecnico nella forma, ma assai concreto nella sostanza per chi si trova in lista d'attesa per un alloggio popolare.
Gli appartamenti e gli interventi previsti
I sette alloggi interessati dai lavori si trovano distribuiti in diverse zone della città: via Belgrado, via Genova, via Giulio Cesare, via Santa Chiara e sulla provinciale Motta, nella frazione di Cibeno. Si tratta di appartamenti attualmente sfitti che necessitano di interventi di manutenzione e piccola ristrutturazione prima di poter essere riassegnati. I lavori comprenderanno tinteggiatura, rifacimento degli impianti, opere di falegnameria e sanificazione degli ambienti.
L'esecuzione degli interventi è affidata ad ACER Modena, l'Azienda Casa Emilia-Romagna della provincia di Modena, che gestisce il patrimonio di edilizia residenziale pubblica sul territorio. Tutti gli alloggi dovranno essere reinseriti nella graduatoria per l'assegnazione entro la fine del 2026, come previsto dal programma regionale che finanzia gli interventi.
Il quadro regionale: il piano "ERP Sfitto Zero"
L'intervento carpigiano si inserisce in una strategia più ampia avviata dalla Regione Emilia-Romagna. Nel giugno 2025, la Regione aveva annunciato un piano complessivo da 300 milioni di euro con l'obiettivo dichiarato di azzerare gli alloggi ERP sfitti, puntando a ristrutturare fino a 3.500 appartamenti in due anni su tutto il territorio regionale. Il programma, noto come "ERP Sfitto Zero", ha già coinvolto diversi comuni emiliani, da Imola a Carpi, che si sono candidati per ottenere le risorse necessarie a recuperare il proprio patrimonio inutilizzato. Si tratta di una risposta diretta a un paradosso ben noto alle amministrazioni locali: appartamenti pubblici vuoti perché non agibili, e famiglie in lista d'attesa che non possono accedervi.
L'emergenza abitativa a Carpi
Il contesto locale rende questo intervento particolarmente significativo. L'emergenza abitativa è una delle questioni sociali più pressanti sul territorio carpigiano, come confermano le liste di attesa per gli alloggi ERP che, com'è noto agli uffici comunali, raccolgono domande di famiglie in condizioni di difficoltà economica crescente. Immobili sfitti per ragioni manutentive rappresentano un doppio spreco: di patrimonio pubblico e di opportunità per chi ha bisogno.
L'assessora alla Casa, Tamara Calzolari, ha inquadrato la misura con pragmatismo: «Quest'anno siamo riusciti a ottenere risorse sufficienti per riqualificare un numero significativo di alloggi che da tempo necessitavano di interventi. Restituire sette appartamenti al patrimonio ERP significa poter dare una risposta concreta ad altrettante famiglie in attesa di un'abitazione, in un momento in cui l'emergenza abitativa è particolarmente sentita sul nostro territorio».
Un passo avanti, ma la strada è ancora lunga
Sette alloggi non risolvono il problema strutturale della casa pubblica a Carpi, e sarebbe disonesto sostenerlo. Ma il meccanismo attivato, quello di mettere a frutto finanziamenti regionali per recuperare appartamenti già esistenti anziché costruirne di nuovi, è uno degli approcci più efficaci e meno costosi per ampliare l'offerta abitativa pubblica in tempi ragionevoli. La sfida vera, per l'amministrazione comunale, sarà trasformare questo intervento puntuale in una prassi consolidata: intercettare sistematicamente i fondi regionali e statali disponibili, programmare la manutenzione del patrimonio ERP con continuità, evitare che altri appartamenti tornino a vuotarsi per mancanza di interventi tempestivi. Il cronometro per fine 2026 è già partito.