Da Masafer Yatta a Carpi: le voci di Mohammad e Adam nella sala del Consiglio

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Da Masafer Yatta a Carpi: le voci di Mohammad e Adam nella sala del Consiglio

Un giornalista e un fotografo, entrambi giovani, entrambi provenienti da Masafer Yatta, la regione delle colline a sud di Hebron, in Cisgiordania. Domenica 27 settembre la sala del Consiglio comunale di Carpi ha ospitato la loro testimonianza diretta: Mohammad Hesham Huraini e Adam Adara, attivisti per i diritti umani, hanno incontrato gli assessori Tamara Calzolari, Maurizio Maio ed Enrico Cattabriga. Al confronto hanno preso parte anche il vicepresidente della Consulta per l'integrazione Raza Ahmad e don Antonio Dotti, parroco di Quartirolo e componente dell'equipaggio di terra di Mediterranea Saving Humans.

Huraini è un giornalista indipendente che da anni documenta la vita delle comunità palestinesi di Masafer Yatta e ha collaborato al documentario No Other Land, il film firmato da un collettivo israelo-palestinese e premiato con l'Oscar al miglior documentario nel 2025, che racconta proprio l'opposizione degli abitanti alla distruzione dei villaggi dell'area, ricadente nella cosiddetta Zona C sotto controllo civile e militare israeliano. Adam Adara è attivista e fotografo: il suo lavoro passa da immagini e video che raccontano la quotidianità di chi vive in quel territorio. La loro presenza in Italia è stata promossa dall'associazione di volontariato Taboon, impegnata nel sostegno ai comitati di resistenza nonviolenta della Cisgiordania e nell'organizzazione di incontri di testimonianza.

Il filo che parte dalla mozione del 2025

L'incontro non nasce dal nulla. Il punto di partenza è la mozione approvata dal Consiglio comunale nell'ottobre 2025, con cui si chiedeva al Governo italiano il riconoscimento dello Stato di Palestina. Quel testo, a firma dei gruppi consiliari Pd e Avs, era stato votato nella seduta di giovedì 2 ottobre anche da Carpi a colori e Carpi Civica, con il voto contrario di Fratelli d'Italia e l'astensione della Lega. Oltre al riconoscimento nei confini precedenti all'occupazione del 1967 e con Gerusalemme capitale condivisa, la mozione impegnava l'Amministrazione a proseguire sul territorio le iniziative per la promozione della pace e dei diritti umani, sostenendo le forme di azione politica nonviolenta a favore della pace e del disarmo e dando voce, in particolare, a chi proviene da situazioni di conflitto ed è privato dei propri diritti fondamentali.

È qui che si colloca l'appuntamento di domenica: ascoltare, prima di tutto, e poi ragionare su cosa possa fare concretamente un'istituzione locale. Tra le prospettive emerse c'è l'ipotesi di organizzare in futuro una delegazione nell'area in cui vivono Mohammad e Adam, per conoscere da vicino il territorio e valutare percorsi di relazione, scambio e cooperazione con le comunità locali.

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