Era l'una e venti di notte, tra domenica 26 luglio e lunedì 27, quando il silenzio di via Falcone, traversa di viale Manzoni, è stato squarciato da un rumore che i residenti della zona hanno imparato a riconoscere fin troppo bene: il clangore secco di una catena che viene forzata. Non un grosso colpo, non un'operazione da professionisti. Piuttosto, il lavoro maldestro di due ladruncoli alle prese con un monopattino parcheggiato, insieme a una bicicletta, nella rastrelliera condominiale.
La scena: due ladri, tre mezzi e un problema di logistica
Il copione è quello che si ripete, purtroppo, nelle calde notti estive della nostra città. L'afa che tiene svegli, le finestre aperte, e quel bisbiglio che nell'aria immobile rimbalza sull'asfalto amplificandosi. Un residente, destato dai movimenti sospetti, si è affacciato e ha intimato l'altolà ai due malviventi. Niente da fare: i due non hanno desistito. Anzi, nella concitazione della fuga, hanno dato vita a una scena che avrebbe avuto del comico se non fosse per il danno arrecato.
In due, con le loro biciclette e il monopattino appena rubato, hanno provato a organizzare la ritirata. Tre mezzi per due persone: un problema di logistica elementare che li ha traditi. Sono finiti rovinosamente a terra, tra il groviglio di ruote e telai, ma hanno avuto il tempo di rialzarsi e dileguarsi nel nulla prima che qualcuno potesse intervenire. L'allerta al 112 è stata immediata, ma le speranze di intercettarli erano già ridotte al lumicino.
L'estate dei piccoli furti: un copione già visto
Non è la prima volta che la zona di viale Manzoni e delle sue traverse finisce nel mirino dei ladri di biciclette e monopattini. Con l'arrivo della bella stagione e la diffusione sempre maggiore della micromobilità elettrica, i monopattini sono diventati un bottino ambito: facili da rivendere, difficili da tracciare, e troppo spesso lasciati incustoditi con catene di sicurezza insufficienti.
Quello che colpisce, in queste vicende, non è tanto la professionalità dei malviventi, che anzi, in questo caso, hanno mostrato tutta la loro goffaggine, quanto piuttosto la determinazione con cui agiscono anche quando vengono scoperti. L'altolà del residente non li ha fermati. La caduta a terra nemmeno. Nella loro testa, evidentemente, il calcolo del rischio è sempre a favore del colpo.
L'appello: non sottovalutare la sicurezza
L'episodio di via Falcone è un promemoria per tutti. Non lasciate beni incustoditi e in bella vista, specialmente di notte. Le rastrelliere condominiali, per quanto comode, non sono un forziere. E in queste notti d'estate, quando il caldo invita a lasciare tutto aperto, i mariuoli non vanno mai in vacanza. Anzi, lavorano proprio quando la città si concede un po' di riposo.
Nessun allarmismo, sia chiaro. Carpi resta una città vivibile, dove la microcriminalità non ha certo i numeri delle grandi aree metropolitane. Ma un pizzico di attenzione in più, magari un lucchetto di qualità, può fare la differenza tra un risveglio sereno e la scoperta di un vuoto nella rastrelliera.