Cinque ragazzi, una sfoglia e un'idea di città: a Carpi apre "Casa e Pasta"

Inaugurata al Centro sociale Loris Guerzoni la cooperativa sociale promossa da USHAC per i suoi quarant'anni: cinque giovani cooperatori producono pasta fresca e tortelli, già disponibili su ordinazione. Il sindaco Righi: "L'autonomia è un diritto".

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Cinque ragazzi, una sfoglia e un'idea di città: a Carpi apre "Casa e Pasta"

Non più soltanto destinatari di assistenza, ma protagonisti di un'attività produttiva. È questo il cambio di prospettiva che prende forma a Carpi con "Casa e Pasta", la nuova cooperativa sociale promossa da USHAC e inaugurata in occasione del quarantesimo anniversario dell'associazione, fondata nel 1986.

Il progetto sceglie la produzione di pasta fresca come strumento di emancipazione e autonomia. Dopo oltre un anno di preparazione, durante il quale hanno imparato l'arte della sfoglia, i giovani cooperatori si rivolgono ora direttamente al territorio, proponendo i propri prodotti alla cittadinanza. Non un semplice laboratorio occupazionale, dunque, ma un'esperienza nella quale l'apprendimento si traduce in iniziativa e le capacità individuali in un contributo concreto alla vita della comunità.

Chi sono i cooperatori

A dare vita a "Casa e Pasta" sono Riccardo Dambrosio, Alessia Marchiori, Elisa Argenton, Alice Bartolomeoli e Andrea Gagliardi, giovani tra i 21 e i 22 anni, affiancati nel percorso di formazione dalla cuoca Rosetta Villirillo e dalle volontarie Maria Neri, Doriana Bulgarelli e Liviana Tarana. Un cammino che ha permesso loro di acquisire competenze nella preparazione della pasta fresca, ma anche di sviluppare fiducia nelle proprie capacità, spirito di iniziativa e attitudine alla collaborazione.

Il nucleo iniziale potrà essere ampliato e la cooperativa è già pronta a ricevere ordinazioni al numero 388.8937569. È forse l'aspetto più significativo del progetto: confrontarsi con richieste reali, organizzare il proprio lavoro, rispondere alle aspettative dei clienti e vedere riconosciuto il valore di ciò che si produce. L'autonomia, così, smette di essere un obiettivo teorico e diventa esperienza quotidiana fatta di scelte, impegni e risultati.

"Un punto di partenza, non di arrivo"

“Casa e Pasta rappresenta esattamente la direzione nella quale vogliamo continuare a lavorare: non limitarci ad accompagnare le persone con disabilità, ma offrire loro gli strumenti e le opportunità per diventare sempre più autonome", dichiara Carlo Alberto Fontanesi, presidente di USHAC. "Questi ragazzi hanno affrontato un percorso impegnativo, hanno imparato, si sono messi alla prova, e oggi possono essere orgogliosi di ciò che sono riusciti a costruire. È una conquista che appartiene prima di tutto a loro. Nostro compito è quello di creare le condizioni perché queste possibilità possano esprimersi, senza sostituirci alle persone nelle scelte e nelle esperienze che possono compiere. Vogliamo superare l'idea che la persona con disabilità debba essere sempre e soltanto aiutata: può essere lei stessa a produrre, proporre, contribuire e assumere un ruolo attivo nella società. Dopo quarant'anni di attività, continuiamo a credere che l'inclusione debba significare soprattutto questo: riconoscere il diritto di ciascuno a essere protagonista della propria vita, non soltanto destinatario di assistenza. Casa e Pasta è un nuovo punto di partenza, non un punto di arrivo".

La mattinata al Centro Guerzoni

L'inaugurazione si è svolta al Centro sociale Loris Guerzoni, al termine della mattinata pubblica "Una storia da raccontare, un futuro da scrivere", organizzata per celebrare i quarant'anni dalla fondazione dell'associazione. Spazio alle testimonianze di familiari e utenti e alla proiezione di un video dedicato alla storia di USHAC, con al centro del confronto le prospettive dell'inclusione sociale e il ruolo di istituzioni, associazioni e cooperazione.

Sono intervenuti Sabina Tellini, responsabile dell'Area Non Autosufficienza dell'Unione delle Terre d'Argine, Catia Toffanello, responsabile del Settore Sociale di Legacoop Estense, Sergio Zini, presidente di Nazareno Cooperative Sociali, e Dario Forghieri, chef responsabile del progetto della cooperativa sociale La Bella Sfilza. Le conclusioni sono state affidate a Tamara Calzolari, assessora ai Servizi sociali dell'Unione delle Terre d'Argine.

Presente anche il sindaco di Carpi Riccardo Righi: "Oggi festeggiamo quarant’anni di storia di USHAC, ma soprattutto cinque ragazzi che, dopo un lungo percorso, hanno dato vita a qualcosa di loro. Hanno imparato un mestiere, si sono messi alla prova e oggi possono offrire alla città il frutto del proprio lavoro. Credo che ci sia qualcosa di profondamente bello e giusto in tutto questo". E ancora: "Per troppo tempo abbiamo pensato all’inclusione delle persone con disabilità soprattutto in termini di assistenza. Dobbiamo invece avere l’ambizione di una società nella quale ciascuno possa scegliere, lavorare, essere indipendente e costruire il proprio futuro. Perché l’autonomia è un diritto, e il compito delle istituzioni e della comunità è creare le condizioni affinché possa essere esercitato". Il sindaco ha infine ringraziato "USHAC, i volontari e le famiglie che da quarant’anni lavorano per questo" e "soprattutto questi ragazzi, che oggi ci ricordano quanto possiamo ottenere quando scegliamo di credere davvero nelle capacità delle persone".

Cinque tortelli per cominciare

A suggellare l'inaugurazione, un buffet nel quale i presenti hanno assaggiato cinque varietà di tortelli realizzati dai giovani cooperatori: spinaci e ricotta, zucca, prosciutto cotto e mortadella, patate e speck, radicchio e salsiccia.

"L'autonomia prende forma" è lo slogan scelto per accompagnare la nascita della cooperativa. Al di là delle dichiarazioni, il banco di prova sarà concreto e misurabile: la tenuta delle ordinazioni, la capacità di allargare il nucleo iniziale oltre i cinque soci e la risposta della città. In un territorio dove la cooperazione sociale ha radici solide, come testimoniano le realtà presenti all'incontro, "Casa e Pasta" parte con un vantaggio non piccolo: un prodotto che i carpigiani conoscono bene e sanno giudicare. Il modo più diretto per sostenere il progetto, in fondo, è anche il più semplice: comporre quel numero di telefono e ordinare.

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