C'è un momento, in ogni stagione difficile, in cui una squadra decide se affondare o rimettere la testa fuori dall'acqua. Per il Carpi quel momento è arrivato oggi, sabato 17 ottobre, allo stadio Sandro Cabassi, con un 3-1 al Lumezzane costruito tutto nella ripresa e chiuso quando l'arbitro aveva già l'orologio in mano.
Primo tempo da mani nei capelli
Perché il pomeriggio, va detto, non era cominciato bene. Al 25' Anatriello ha violato ancora una volta la porta biancorossa, e all'intervallo i bresciani erano avanti di un gol. Tre sconfitte di fila alle spalle, un Cabassi che in questo avvio di campionato non aveva ancora visto una vittoria: il copione sembrava scritto, e non era una commedia.
La riscossa: Figoli, Sall, Montipò
Invece il secondo tempo ha cambiato tutto. Al 49' Figoli ha pareggiato i conti, poi un lungo equilibrio che sembrava destinato a reggere fino al triplice fischio. All'89' è arrivato il colpo di Sall, quello che ribalta la partita e la giornata, e al 97' Montipò ha messo la firma sulla sicurezza. Tre gol in una ripresa dopo tre sconfitte: la matematica del calcio, ogni tanto, è generosa con chi insiste.
Il giudizio: respiro, non guarigione
Seconda vittoria stagionale, la prima davanti al proprio pubblico, e nove punti in classifica nel girone A di Serie C. Serve misura: nove punti non sono una promozione né una salvezza acquisita, sono un cuscinetto che allontana la zona retrocessione e restituisce ossigeno a uno spogliatoio che stava cominciando a respirare male. Per Stefano Cassani, alla seconda stagione sulla panchina biancorossa dopo l'arrivo nel giugno 2025, è soprattutto la conferma che il gruppo risponde quando le cose si mettono storte.
Il resto lo diranno le prossime settimane. Intanto a Carpi, questa sera, si parla di una partita vinta invece che di una crisi. Non è poco.