Prendersi cura di una persona anziana o non autosufficiente non è soltanto questione di buona volontà. Richiede competenze pratiche, attenzione clinica e sensibilità umana. A Carpi lo sanno bene, e per questo torna anche nel 2026 il corso gratuito “Da badante ad assistente familiare”, promosso dai Servizi sociali dell’Unione delle Terre d’Argine, con la collaborazione del Distretto di Carpi dell’Ausl e dell’Asp Terre d’Argine, e il supporto organizzativo della Cooperativa sociale Anziani e non solo.
L’obiettivo dichiarato è duplice: dare a chi opera nell’assistenza domiciliare le conoscenze per svolgere il lavoro in modo qualificato e regolare, e restituire alle famiglie la fiducia in un rapporto contrattualizzato, lontano dall’improvvisazione che troppo spesso accompagna un mestiere decisivo per la tenuta sociale.
Un percorso concreto, dal test all’attestato
Il calendario è fitto e tocca i temi veri del lavoro quotidiano: orientamento nel contesto sociale e professionale, prevenzione dello stress e del burn-out, assistenza alla mobilità, principali patologie dell’invecchiamento, igiene personale e alimentazione, cura degli ambienti e prevenzione delle infezioni, primo soccorso, tecnologie a supporto della cura, umanizzazione delle cure, relazione e comunicazione, diritti e doveri dell’assistente familiare.
Non si parte da zero. Il 22 e 23 settembre 2026 è previsto un test di selezione, pensato per riconoscere le competenze già acquisite sul campo e per capire la motivazione di chi si candida. Tra tutti i candidati saranno scelti 20 partecipanti. Le lezioni in presenza si terranno a Carpi, al Care Residence, Polo Isa Bertolini di via Nuova Ponente 2, ogni mercoledì pomeriggio dal 30 settembre al 9 dicembre 2026, prevalentemente dalle 14.30 alle 17.30 con alcuni appuntamenti fino alle 18.30. A chi completa il percorso con successo andrà un attestato e la possibilità di iscriversi al Registro territoriale degli Assistenti Familiari.
Perché il nome cambia e la sostanza resta
Dietro il passaggio da “badante” ad “assistente familiare” non c’è un vezzo linguistico. C’è il riconoscimento di un ruolo che in Italia sta diventando strutturale. Secondo una proiezione rilanciata nel maggio 2026 da Sky TG24, nel 2029 serviranno circa 2,2 milioni di colf e badanti per coprire il fabbisogno di assistenza delle famiglie. Un esercito silenzioso che la retorica chiama “angeli” ma che, nella realtà, ha bisogno di tutele, stipendi regolari e formazione per assistere senza farsi male, fisicamente ed emotivamente.
A Carpi la risposta non è né retorica né emergenziale: è un percorso che punta a trasformare un’occupazione spesso vissuta in solitudine in un profilo professionale riconosciuto. Con un’attenzione non banale al burn-out, un tema che riguarda non solo chi è assistito ma anche chi assiste, troppo spesso dimenticato nelle cronache.
Le iscrizioni vanno seguite attraverso i canali dei Servizi sociali dell’Unione delle Terre d’Argine. Il consiglio per le famiglie è di informarsi per tempo: i posti sono solo venti, e la selezione non premia la fretta ma la motivazione e l’esperienza.