Ci sono storie che nascono da una corsa mancata e finiscono con una macchina sul carro attrezzi. È il caso del tassista di 35 anni, di Carpi, fermato dalla Polizia Stradale di Ravenna mentre faceva, con una certa disinvoltura, quello che non avrebbe potuto fare: trasportare cinque turisti britannici dal terminal crociere all'aeroporto di Bologna.
L'episodio risale alla mattinata del 10 agosto, nel pieno della stagione delle navi da crociera, quando lo scalo ravennate si riempie di turisti con valigie e fretta di raggiungere un volo. Ed è proprio lì che gli agenti hanno notato qualcosa che non tornava.
Un taxi senza la luce sul tetto
Nel piazzale del porto c'erano autobus, ncc, taxi regolari in fila. E poi c'era lui: un'auto bianca con le scritte pubblicitarie sulle fiancate, tale da sembrare un taxi a tutti gli effetti, ma priva della tradizionale insegna luminosa sul tetto. Un dettaglio che agli occhi di un poliziotto vale quanto un campanello d'allarme.
Il conducente, anziché mettersi in coda con i colleghi autorizzati, se ne stava parcheggiato in disparte, in attesa. Poco dopo, cinque passeggeri britannici appena sbarcati dalla nave da crociera si sono avvicinati all'auto e sono saliti a bordo con i bagagli al seguito.
La corsa durata pochi chilometri
Il trasferimento è durato soltanto pochi chilometri. La pattuglia ha intimato l'alt e ha proceduto ai controlli. Dalle verifiche nelle banche dati è emerso che l'auto era dotata di una licenza rilasciata dal Comune di Carpi, ma non era autorizzata a svolgere il servizio di piazza a Ravenna e neppure il servizio di noleggio con conducente. Come se non bastasse, il 35enne alla guida non risultava in possesso del certificato di abilitazione professionale richiesto per condurre un taxi.
I cinque turisti sono stati ascoltati dagli agenti e hanno ricostruito l'organizzazione del trasporto: la corsa era stata prenotata tramite un'applicazione, pagata in anticipo, e la mattina dell'attracco avevano ricevuto un messaggio su WhatsApp con il nome dell'autista e i dati del veicolo che li avrebbe accompagnati a destinazione.
Il conto da pagare
Per il carpigiano sono scattate diverse contestazioni al Codice della strada, per un importo complessivo di quasi 3mila euro. A questo si aggiungono il ritiro della patente, che sarà sottoposta a sospensione, e il sequestro amministrativo del veicolo, finalizzato alla successiva confisca.
Il controllo rientra nell'attività avviata dalla Polizia di Stato per contrastare il fenomeno dei trasporti abusivi, che danneggia chi lavora in regola e mette a rischio la sicurezza dei passeggeri. Una lezione che, per una corsa da crociera improvvisata, costa parecchio più di quanto fosse stata pagata.