Da Cutervo a via Tassoni: i volontari del cuore insegnano ai carabinieri come salvare una vita


Da Cutervo a via Tassoni: i volontari del cuore insegnano ai carabinieri come salvare una vita

C'è una storia che vale la pena raccontare per intero, perché inizia in un altipiano peruviano a 2.600 metri sul livello del mare e finisce, sabato mattina, in una palazzina di via Tassoni a Carpi. È la storia di due volontari che hanno portato il sapere di come si salva una vita prima in Perù e adesso tra i colleghi dell'Arma in congedo.

Un viaggio che diventa lezione

Ennio Apicella e Stefania Garuti, entrambi volontari della Croce Blu di Soliera e soci dell'Associazione Nazionale Carabinieri, sabato 9 maggio alle 9,30 saranno ospiti della sezione carpigiana dell'ANC in via Tassoni per tenere una lezione pratica di rianimazione cardiopolmonare e primo soccorso, compreso l'uso del defibrillatore semiautomatico.

Non si tratta di due istruttori qualsiasi. Apicella, già Comandante della Stazione Carabinieri di Soliera prima del congedo, ha guidato lo scorso marzo la prima operazione internazionale della Croce Blu solierese: una task force di sei volontari partita per Cutervo, cittadina di 53 mila abitanti nel nord del Perù, per formare il personale sanitario locale sulle tecniche di emergenza cardiaca. Con lui, tra gli altri, anche Garuti.

Una bambina, un infarto, una missione

Il seme di quella missione era stato piantato nel 2023, quando Apicella e sua moglie si erano recati a Cutervo per attività legate al Centro Missionario Diocesano di Modena-Nonantola e Carpi. Lì avevano saputo da una suora della morte improvvisa di una bambina colpita da infarto nella scuola locale, frequentata da circa duemila ragazzi. Una morte che, con un defibrillatore e le conoscenze giuste, forse si sarebbe potuta evitare. Quella notizia non è rimasta solo un ricordo: è diventata il motivo di un intero progetto.

Il gruppo ha portato con sé a Cutervo due defibrillatori di nuova generazione, donati da Iredeem di Bologna e dall'Associazione portatori di dispositivi impiantabili cardiaci (Apdic Odv), insieme a due manichini per le dimostrazioni pratiche. L'obiettivo non era solo intervenire, ma formare chi sarebbe rimasto sul posto a garantire la continuità.

In Italia, ogni anno, sessantamila cuori si fermano

Il tema non è accademico. In Italia si registrano ogni anno circa 60.000 casi di arresto cardiaco, e la differenza tra la vita e la morte dipende spesso dai minuti che passano prima del primo soccorso. La rianimazione cardiopolmonare eseguita da un testimone laico e l'uso tempestivo del defibrillatore possono triplicare le probabilità di sopravvivenza. Formare più persone possibile non è un lusso, è una necessità civile.

E allora fa bene chi, come la Croce Blu di Soliera, quest'anno al suo quarantennale di fondazione, sceglie di portare questa conoscenza non solo in Perù ma anche a casa propria, tra i vicini di banco, i colleghi, i cittadini.

Le porte aperte di via Tassoni

Ad accogliere i due volontari-istruttori sarà il presidente della sezione carpigiana dell'ANC, Luogotenente Antonello Bongiorno, figura di lungo corso dell'Arma con cinquant'anni di carriera alle spalle, classe 1960, da tempo residente a Carpi e laureato in Scienze dell'Amministrazione. La sezione è intitolata alla Medaglia d'Oro al Valor Militare Salvo D'Acquisto, un nome che da solo dice molto su chi si ritrova in quella stanza.

L'incontro non sarà riservato ai soli carabinieri in congedo. Apicella e Garuti racconteranno anche la missione peruviana, prima di passare alla parte pratica. L'iniziativa è aperta a tutti i soci ANC, agli amici e ai simpatizzanti. Presentarsi, in questo caso, può davvero fare la differenza.

La sanità in Perù, come ha spiegato lo stesso Apicella, esiste ma è lontana dagli standard a cui siamo abituati. In Italia stiamo meglio, certo. Ma conoscere le manovre salvavita non dovrebbe essere un privilegio riservato ai professionisti: dovrebbe essere patrimonio comune. Questi due volontari, partiti con i manichini in valigia verso un altipiano andino, ce lo ricordano con la semplicità di chi non ha bisogno di palcoscenici.

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