Addio al Maresciallo Ferri, il carabiniere che aveva scelto Carpi come casa sua


Addio al Maresciallo Ferri, il carabiniere che aveva scelto Carpi come casa sua

Luigi Ferri, maresciallo maggiore aiutante dell'Arma dei Carabinieri, se n'è andato il primo maggio, a 79 anni, dopo una lunga malattia. E Carpi, quella città che lui aveva scelto di non lasciare nemmeno da pensionato, lo saluterà lunedì 4 maggio con il rispetto dovuto a chi ha servito con onore.

Una vita sotto la divisa, una scelta di cuore

Per molti anni Ferri era stato il comandante della Stazione Carabinieri di Carpi. Poi, avvicinandosi alla fine della carriera, aveva continuato a prestare servizio negli uffici del Comando Compagnia. Infine, raggiunto il limite d'età, aveva fatto la scelta che dice tutto di un uomo: non era tornato al paese natale, non aveva cercato un posto più comodo o più lontano. Aveva deciso di restare qui, a Carpi. Quella divisa l'aveva tolta, ma la città era diventata la sua.

Un cursus honorum riconosciuto anche formalmente: Ferri era decorato con le medaglie di lungo servizio e di lungo comando per la sua attività nell'Arma, e aveva ricevuto la nomina a Cavaliere al merito della Repubblica Italiana. Riconoscimenti che pesano, perché non si guadagnano con i discorsi ma con gli anni.

Il volto familiare di piazza Martiri

Dopo il congedo, Luigi Ferri era diventato socio della sezione carpigiana dell'Associazione Nazionale Carabinieri, la sezione intitolata a Salvo D'Acquisto, il vicebrigadiere che il 23 settembre 1943 si sostituì a 22 ostaggi civili che i nazisti stavano per fucilare per rappresaglia, pagando con la propria vita e meritando la Medaglia d'oro al Valor Militare. Un nome tutt'altro che casuale per un'associazione di uomini che sanno cosa significa il senso del dovere. Vale la pena ricordare che il 25 febbraio 2025 papa Francesco ha dichiarato D'Acquisto venerabile, aprendo la strada alla beatificazione: una notizia che i soci della sezione carpigiana avranno accolto con commozione.

Per chi frequenta il centro di Carpi, Ferri era un volto conosciuto: lo si incontrava in piazza Martiri, quella piazza che è il cuore della città, il luogo dove Carpi si ritrova e si racconta. Non si era fatto dimenticare. Non aveva cercato l'invisibilità del pensionato che scompare. Era ancora là, parte del tessuto vivo della comunità.

L'ultimo saluto in via Sigonio

I funerali partiranno lunedì mattina dalle camere ardenti dell'ospedale Ramazzini. Il feretro si fermerà poi alla caserma dei Carabinieri di via Sigonio, dove i commilitoni in servizio e i soci dell'Associazione Nazionale Carabinieri, sezione "Salvo D'Acquisto", renderanno l'estremo omaggio al loro compagno. Un gesto antico e preciso, come si conviene a un'istituzione che conosce il valore dei riti e della memoria.

Luigi Ferri lascia la moglie Maurizia. A lei, e a tutti coloro che gli hanno voluto bene, va il pensiero di questa città che lui aveva scelto come casa propria. Non è poco, come epitaffio.

Visualizza le fonti dell'articolo


Ti è piaciuto questo articolo? Ricevi ogni giorno le notizie di Carpi alle 17:30, direttamente nella tua email.

Gratis. Disiscrizione con un click.

🏛️

Assistente Ombra

Online