Dai campi di Serie C al Municipio: i Falchi del rugby portano in alto Carpi


Dai campi di Serie C al Municipio: i Falchi del rugby portano in alto Carpi

Nella Sala Consiliare del Municipio, dove di solito si discute di bilanci e delibere, lunedì pomeriggio sono risuonati applausi e risate di ben altro genere. A portarli sono stati i Falchi del Rugby Carpi, accolti dal sindaco Riccardo Righi e dall'assessora allo Sport Mariella Lugli per un tributo che profuma di impresa: la promozione in Serie B, conquistata al termine di una stagione in cui i biancorossi hanno macinato metri, mete e, a quanto pare, anche scetticismi.

Dirigenza, staff tecnico e una rappresentanza di giocatori hanno sfilato tra i banchi del Consiglio senza timore reverenziale, consapevoli che il rugby, anche quando esce dal fango del campo, mantiene quell'etichetta di sport rude ma sincero che in una città come Carpi sa farsi voler bene. «Questo è un risultato che permette di portare in alto il nome della città», ha sottolineato il sindaco Righi, «e di cui bisogna andare fieri».

L'incontro in Municipio

Il clima, raccontano i presenti, è stato di grande cordialità, con il presidente Stefano Bolognesi a fare gli onori di casa in trasferta. Il numero uno dei Falchi ha omaggiato le autorità con alcuni pezzi pregiati della recente cavalcata: un pallone da gara personalizzato, una targhetta con lo stemma societario e, in anteprima quasi da sfilata, la maglia celebrativa della promozione. Su quella maglia campeggia uno slogan che è già diventato tormentone tra i tifosi: “No vabBé”, espressione che mescola incredulità e orgoglio, perfetta per un salto di categoria che in pochi pronosticavano a inizio anno.

Lo scambio di doni

Dal canto suo, l'Amministrazione comunale ha ricambiato con i crismi dell'ufficialità: gagliardetto del Comune di Carpi e attestato di merito, suggello formale di congratulazioni che però, a leggere i volti, nessuno ha vissuto come un semplice atto dovuto. C'era sincero compiacimento, di quelli che legano una città alla sua squadra senza bisogno di troppi giri di parole.

Il futuro e la nuova clubhouse

Prima delle strette di mano finali, il microfono è passato al vicepresidente Alessio Sabattini, che ha subito girato pagina puntando l'obiettivo sul prossimo traguardo: la nuova clubhouse, luogo sacro per ogni società rugbistica che si rispetti. È lì che si celebrano i terzi tempi, si intrecciano amicizie e si costruisce quel senso di appartenenza che trasforma un gruppo di atleti in una famiglia.

L'assessora Lugli, da sempre attenta alle esigenze della società carpigiana con la quale mantiene contatti frequenti, si è mostrata fiduciosa: l'accordo tra le parti interessate sembrerebbe ormai a portata di mano. Se così sarà, i Falchi potranno brindare alla Serie B in una casa finalmente all'altezza delle loro ambizioni. E Carpi, ancora una volta, scoprirà che il rugby non è solo placcaggi e mischie: è comunità che cresce, un mattoncino alla volta, magari con un pallone ovale sottobraccio e un “No vabBé” stampato sul petto.

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