Centoventi ragazze e ragazzi, quattro istituti superiori, dieci squadre mescolate tra scuole diverse e una santa del Trecento come guida. Il Parco Santacroce di Carpi si è trasformato nei giorni scorsi in uno spazio educativo a cielo aperto grazie a un'iniziativa che ha saputo mettere insieme memoria storica, cittadinanza attiva e metodologie capaci di parlare davvero alle nuove generazioni.
Un Escape Game tra storia e attualità
Al centro della giornata è stata la figura di Caterina da Siena, nata nel 1347, proclamata santa da papa Pio II nel 1461, Dottore della Chiesa da papa Paolo VI nel 1970 e compatrona d'Europa da papa Giovanni Paolo II nel 1999. Una donna che, a quasi sette secoli di distanza, continua a interrogare i giovani sul senso della libertà, del servizio e della responsabilità verso la comunità.
Il formato scelto è stato un Escape Game educativo: i partecipanti, suddivisi in squadre che portavano i nomi di figure e simboli legati alla vita di Caterina, hanno affrontato un percorso a tappe tra enigmi storici, prove di orientamento e momenti di riflessione condivisa. Ogni fermata del gioco diventava un'occasione per interrogarsi su questioni concrete: davanti alla fontanella del parco, ad esempio, i ragazzi sono stati invitati a ragionare sulle scelte di indipendenza che stanno compiendo o si preparano a compiere. In un'altra tappa, dopo una prova di ascolto e cooperazione silenziosa, è stato chiesto loro di raccontare episodi in cui hanno sperimentato il valore della gratuità e del servizio disinteressato.
Quattro scuole, un solo percorso
A partecipare sono stati gli studenti del Liceo Fanti, del CFP Nazareno, dell'IIS Meucci e dell'ITIS Leonardo da Vinci. La scelta di mescolare i ragazzi provenienti da istituti diversi non è stata casuale: ha favorito nuove relazioni, superando appartenenze scolastiche e abitudini consolidate. L'iniziativa è stata promossa dalla Fondazione Casa del Volontariato, ente finalizzato al sociale della Fondazione CR Carpi, insieme al Laboratorio ScuolaFedeFuturo e alla Diocesi di Carpi, in collaborazione con il Centro Sportivo Italiano e l'associazione Ho Avuto Sete.
La Panchina Rossa e il dono di Caivano
Il percorso si è concluso con un momento dal forte valore simbolico: il raggiungimento della Panchina Rossa, simbolo tangibile della lotta contro la violenza sulle donne. Quella panchina ha una storia precisa: è stata donata alla Fondazione Casa del Volontariato dagli studenti dell'Istituto di Caivano dopo l'incontro avvenuto a Carpi con la preside Eugenia Carfora, dirigente dell'istituto del Parco Verde di Caivano che da anni si batte per restituire futuro ai suoi studenti in uno dei contesti più difficili d'Italia. Individuata come meta finale grazie alla soluzione di tutti gli enigmi, la panchina è stata inaugurata alla presenza di don Gildo Manicardi, quale luogo destinato a diventare uno spazio permanente di incontro, memoria e sensibilizzazione nel parco.
"I giovani sono una risorsa, non un problema"
Cristiana Casarini, vicepresidente della Fondazione Casa del Volontariato di Carpi, non ha nascosto la soddisfazione per come la giornata è andata. «In un periodo in cui le nuove generazioni vengono spesso descritte principalmente attraverso le loro fragilità e difficoltà», ha dichiarato, «questa esperienza ha evidenziato invece la loro capacità di mettersi in gioco, collaborare con spirito costruttivo e confrontarsi con temi significativi legati al proprio futuro e alla responsabilità verso la comunità». Un segnale, ha aggiunto, che conferma quanto i giovani siano una risorsa preziosa quando vengono coinvolti in percorsi di partecipazione attiva e di cittadinanza responsabile.
Informazioni sull'iniziativa e sulle attività della Fondazione sono disponibili sul sito www.casavolontariato.org e sui canali social della Fondazione Casa del Volontariato.