C'è un angolo di Emilia-Romagna che per tre giorni proverà a somigliare a un porto di mare, un crocevia dove le tradizioni si mescolano senza chiedere il passaporto. Da venerdì 10 a domenica 12 luglio, il Parco Tien An Men di Campogalliano, intitolato alla celebre piazza di Pechino a suggello di un gemellaggio che profuma di seta e risaia, si trasformerà in un palcoscenico di suoni, colori e profumi con il Tienna e Tramundi Festival. Organizzato dalle Politiche giovanili comunali insieme al Rooster Club, è un evento che parla la lingua universale della musica e del buon mangiare, ideale per chi non vuole rinunciare alla voglia di mondo pur restando a portata di bicicletta da Carpi.
Venerdì 10 luglio: si parte con il Tienna Festival
Il weekend si apre alle 18.30 con un dj set di Linda Pavan, seguito dalla musica dal vivo dei Real Daff. La serata ingrana con gli Echo e con la cover band Max per sempre, che promette di far rivivere le hit di Max Pezzali e degli 883 a una generazione che ancora si sa a memoria \"Hanno ucciso l'Uomo Ragno\". Un viaggio nella nostalgia che farà ballare i quarantenni come ai tempi del liceo, prima che la notte chiuda con i dj B2B, Eliatheraven e Nathe.
Sabato 11 luglio: danza africana e risveglio muscolare
La mattina di sabato comincia con il risveglio muscolare guidato da Azelarab Madkour, giusto per smaltire gli spritz della sera prima, e prosegue con un brunch a base di anguria. Il pomeriggio è dedicato ai bambini e agli amanti del movimento: mercato, workshop di danza africana e percussioni terranno vivo il parco fino al tramonto. La sera tocca a Erry D ed EdDaRaw scaldare il pubblico per i Ritmi Lab e i Togo Events. Un sabato che mescola divertimento e partecipazione, senza dimenticare che la cultura si costruisce anche con il corpo.
Domenica 12: il Tramundi Festival e il giro del mondo in una sera
Domenica il testimone passa al Tramundi Festival. La giornata inizia con un laboratorio di danza afro condotto da Shukri Farah accompagnato da percussioni dal vivo. Ma è la sera a offrire l’esperienza più intensa: la cucina tradizionale etiope di Almaz Hiven porterà nei piatti il sapore del berberè e dell’injera, mentre il Dibà Quartet intreccerà tradizioni africane, musica antica e jazz. Le allieve della scuola Talentho di Modena porteranno in scena la loro energia, e poi ci sarà spazio per l’eleganza millenaria del Bharatanatyam, il teatro danza indiano interpretato da Giuditta de Concini e Soledad Malan.
I Repike e la Cumbia che unisce due mondi
Il gran finale è affidato ai Repike, band fondata a Bologna nel 2012 dal chitarrista cileno Cristian Riveros. La loro specialità è la Cumbia, musica latinoamericana che affonda le radici nel folclore colombiano ma che loro reinterpretano in chiave urbana e psichedelica. Con Barbara Valicelli alle percussioni e cori, Gabriele Gozzi alla batteria, Antonio Gentile alle congas e Claudio Gianolio Lopez al basso, i Repike sono da anni il gruppo ufficiale del Festival Cileno del Nord Italia e ospiti fissi della Festa dell’Unità di Modena. Domenica sera chiuderanno il festival con il ritmo ipnotico della Cumbia, il genere che sta conquistando l’Europa a colpi di fianchi e tamburi.
Un festival che è anche un messaggio politico gentile: la diversità non è un problema da gestire, ma una ricchezza da celebrare. E se serve un parco intitolato a Piazza Tien An Men per ricordarcelo, ben venga. L’ingresso è libero, l’atmosfera è quella delle serate d’estate in cui il mondo sembra più piccolo e più amico. Da Carpi a Campogalliano sono dieci minuti di strada: vale la pena farli.