Se n'è andato Giorgio Gilioli, l'uomo che ha fatto del negozio più antico di Carpi un pezzo di storia cittadina


Se n'è andato Giorgio Gilioli, l'uomo che ha fatto del negozio più antico di Carpi un pezzo di storia cittadina

Non è solo un nome che se ne va, ma un pezzo di pavimento consumato, di quelle mattonelle su cui Carpigiani di tre secoli hanno posato i piedi per comprare un quaderno, un giornale, un pensiero da regalare. Giorgio Gilioli si è spento all'età di 92 anni, lasciando dietro di sé la scia silenziosa e tenace di chi ha trasformato una bottega in un'istituzione. I figli Roberto e Daniele, che oggi reggono le redini del negozio “Gilioli 1921” di corso Alberto Pio, perdono il padre e la città perde uno dei suoi ultimi, veri commercianti di razza.

Un secolo e mezzo di bancone

La storia della famiglia Gilioli inizia prima ancora del tricolore su Palazzo dei Pio. Il capostipite Ulderico, a soli quattordici anni, nel 1896 fa il garzone in una cartoleria del centro. Poi, nel 1921, compila la prima fattura a nome proprio per la società ginnica “La Patria”: nasce così l'attività che sarebbe diventata il negozio più antico di Carpi, in piazza Martiri. Ulderico ha l'ardire di far installare uno dei primi telefoni della città e ottiene la distribuzione dei giornali per tutte le edicole comunali. Il destino della famiglia è segnato.

Giorgio, classe 1933 o 1934, cresce tra risme di carta e stecche di cioccolato, impara il mestiere col grembiule e con l'odore dell'inchiostro. Insieme al fratello Franco, prematuramente scomparso, raccoglie il testimone dal padre e, con pazienza artigiana, guida la più grande metamorfosi del negozio: da cartoleria di paese a moderno multistore, capace di attrarre clienti da tutta la provincia.

Il coraggio di cambiare, sempre in centro

Negli anni Ottanta e Novanta, quando molti commercianti cercavano fortuna nei centri commerciali appena sbocciati in periferia, Giorgio fa una scelta controcorrente: resta in centro storico, ma alza la mira. Prima il trasloco all'angolo con via Mazzini nel 1990, poi l'approdo in piazza Garibaldi nel 2000, infine la collocazione definitiva in corso Alberto Pio nel 2014. Ogni spostamento è un investimento sulla città, una scommessa sulle pietre e sui portici, che oggi ospitano un negozio dal respiro metropolitano, con corner dedicati ai grandi marchi della pelletteria e dell'accessorio.

«Abbiamo sempre voluto restare dove batte il cuore di Carpi», amava ripetere, e i fatti gli hanno dato ragione. Nel 2021, quando i figli hanno spento le cento candeline del marchio con una cerimonia del Rotary Club Carpi, Giorgio era lì, tra Roberto e Daniele, le spalle leggermente curve ma lo sguardo lucido dell'imprenditore che ha vinto la sua battaglia.

Un uomo di poche parole, ma di quelle buone

Chi lo ha conosciuto racconta di un uomo schivo, mai sopra le righe, capace di accogliere il cliente con una battuta e di consigliare l'oggetto giusto senza forzature. Nei suoi occhi c'era la memoria di un commercio che sapeva ancora chiamare le persone per nome. E c'era l'orgoglio fiero di chi, nato garzone, ha dato vita a un'impresa che sopravvive a guerre, crisi economiche e mode digitali, forte di una parola sempre più rara: fiducia.

La città che non dimentica

Oggi che Giorgio Gilioli non c'è più, il suo negozio resta in corso Alberto Pio, con quella vetrina elegante che sembra dire: «Qui dentro c'è ancora l'anima di Carpi». I figli Roberto e Daniele ne custodiscono la lezione più preziosa: un'attività non si eredita per DNA, ma per amore quotidiano del lavoro ben fatto. A loro e alla famiglia vanno le condoglianze di una comunità che, da quasi centotrent'anni, entra in quella porta anche solo per respirare un po' di storia.

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