Il supercomputer di Bologna correrà anche a pannelli solari, e Hera incassa 73,5 milioni

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Il supercomputer di Bologna correrà anche a pannelli solari, e Hera incassa 73,5 milioni

La macchina più potente d'Italia avrà finalmente un po' di coscienza ambientale. Leonardo, il supercomputer gestito dal Cineca al Tecnopolo Dama di Bologna, sarà alimentato in parte dall'energia rinnovabile prodotta dall'impianto agrivoltaico dell'Energy Park del Gruppo Hera. Lo annuncia la multiutility, che si è aggiudicata la gara bandita dal Consorzio Interuniversitario per un valore di concessione di 73,5 milioni di euro. A gestire l'operazione sarà Helisa, società controllata da Hera e nata appositamente.

Novanta ettari nel Navile

L'infrastruttura sorgerà nel quartiere Navile, a circa tre chilometri dal Tecnopolo. Novanta ettari complessivi, di cui quasi settanta coltivabili, con un impianto agrivoltaico avanzato su 30 ettari capace di produrre a regime 30 GWh all'anno ed evitare circa 7 mila tonnellate di CO2. In dotazione anche una Urban forest con circa 4 mila tra alberi e arbusti. Il modello non è inedito per Hera: a Faenza il gruppo sta realizzando un Energy Park su circa 70 ettari, finanziato con il contributo del PNRR, insieme al Comune, all'Unione della Romagna Faentina e alla Società Agricola Le Cicogne.

Le date, che non sono domani

Qui conviene leggere il calendario prima degli aggettivi. Le procedure autorizzative e di cantiere sono state avviate, si svilupperanno nel 2027-2028 e la conclusione dei lavori è prevista nel corso del 2029. L'opera rientra nel progetto Bologna Missione Clima, che punta alla neutralità climatica entro il 2030: il che significa che i pannelli arriveranno a pieno regime giusto in tempo per l'ultimo giro di boa, ammesso che nessuna autorizzazione si incagli.

Le cifre del consumo

Qualche proporzione aiuta a capire l'ordine di grandezza. Leonardo, inaugurato il 24 novembre 2022 alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, occupa 1.500 metri quadrati, ha una potenza di calcolo aggregata di 250 PFLOPS e un consumo energetico stimato in 9 MW. I 30 GWh annui dell'Energy Park sono dunque un contributo reale ma parziale, come del resto dice la stessa nota: energia rinnovabile in parte. Ed è bene che lo si ricordi, perché tra le righe dei comunicati l'aggettivo tende a evaporare.

Le dichiarazioni

Per il presidente del Cineca Francesco Ubertini si tratta di "un unicum a livello europeo" che "coniuga potenza computazionale e sostenibilità". L'amministratore delegato del Gruppo Hera, Orazio Iacono, parla di energia rinnovabile a km zero portata a Leonardo come "un risultato di grande valore strategico, frutto dell'innovazione del Gruppo e delle nuove infrastrutture green".

Perché interessa anche fuori da Bologna

Perché è la stessa Emilia-Romagna, e perché il meccanismo è replicabile: terreni agricoli che restano agricoli, pannelli sopra, energia venduta a un cliente industriale sicuro e una concessione pluriennale da decine di milioni. Un affare sensato per tutti, a patto che l'agricoltura sotto i pannelli resti davvero agricoltura e non diventi una formula per far passare un campo fotovoltaico. Su questo, nel 2029, si potranno fare i conti con i numeri invece che con i rendering.

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