Milioni in macchinari, zero per il personale: scatta lo stato di agitazione all'Hesperia di Modena e al Diagnostic Center di Carpi


Milioni in macchinari, zero per il personale: scatta lo stato di agitazione all'Hesperia di Modena e al Diagnostic Center di Carpi

Contratto integrativo fermo da oltre un decennio, Contratto Collettivo Nazionale della Sanità Privata scaduto da otto anni, stipendi erosi dall'inflazione e una valanga di disservizi organizzativi che ricadono ogni giorno sulle spalle dei lavoratori. La FP Cgil di Modena ha ufficialmente aperto lo stato di agitazione per i dipendenti dell'Hesperia Hospital di Modena e del Diagnostic Center di Carpi, entrambe strutture del gruppo Garofalo Health Care.

A darne notizia, lunedì 20 luglio 2026, è un comunicato del sindacato modenese: le lavoratrici e i lavoratori delle due strutture sanitarie, quasi 250 persone tra personale tecnico, infermieristico, socio-sanitario, ausiliario e amministrativo, hanno conferito mandato alla FP Cgil per avviare la procedura di mobilitazione.

Due milioni per i macchinari, zero per chi li fa funzionare

Il punto di rottura, spiega Mohcine El Arrag della FP Cgil di Modena, è il contrasto tra le scelte strategiche dell'azienda e il trattamento riservato ai dipendenti. A marzo 2026 Hesperia ha pianificato un investimento di oltre due milioni di euro per l'adeguamento strutturale e tecnologico dei macchinari sanitari. «Nei servizi sanitari le tecnologie, per quanto moderne, non funzionano senza la professionalità e il sacrificio quotidiano di donne e uomini», sottolinea il sindacalista. «L'azienda investe milioni sui beni materiali ma azzera il valore del capitale umano».

Una parte del personale, denuncia la FP Cgil, è persino costretta ad aprire la Partita Iva pur di vedersi riconosciuto un salario adeguato e il rispetto del bilanciamento tra vita privata e lavorativa.

Turni stravolti, riposi fittizi e ferie in stand-by

La lista delle criticità gestionali è lunga. Secondo il sindacato, gli orari vengono modificati improvvisamente nel corso del mese, e la reperibilità domenicale, quando non comporta una chiamata effettiva, viene considerata dall'azienda come «riposo effettivamente goduto», impedendo di fatto ai lavoratori di organizzare liberamente il proprio tempo libero.

Nonostante il personale sia obbligato a presentare le richieste di ferie entro marzo, l'amministrazione le autorizza solo a giugno a causa di ritardi nella programmazione. Gli infermieri di sala operatoria, inoltre, vengono impiegati per la pulizia delle sale durante i turni di reperibilità, sopperendo alle carenze del personale ausiliario. Il personale amministrativo lavora in una tensostruttura priva di isolamento termico, in condizioni di «estremo disagio climatico».

La situazione a Carpi

Anche all'Hesperia Diagnostic Center di via 3 Febbraio, a due passi dal centro storico di Carpi, la situazione è tesa. Struttura accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale e attiva dal 1979, il centro, il cui direttore sanitario è il dottor Federico Marzo, offre prestazioni ambulatoriali specialistiche, fisioterapia e servizi diagnostici. Qui, denuncia il sindacato, viene negato il diritto al servizio mensa o al buono pasto, e si registrano gravi carenze nella sostituzione del personale assente.

Trattative fallite, ora la Prefettura

Di fronte al fallimento delle trattative condotte negli ultimi due anni per il rinnovo del contratto integrativo, alla parziale applicazione del CCNL e alle riorganizzazioni unilaterali degli orari avvenute senza confronto sindacale, la FP Cgil ha avviato formalmente le procedure dello stato di agitazione. L'azienda è stata convocata in Prefettura: se non arriveranno risposte concrete su valorizzazione del personale e miglioramento delle condizioni di lavoro, avverte il sindacato, la protesta è destinata a inasprirsi.

Visualizza le fonti dell'articolo


Ti è piaciuto questo articolo? Ricevi ogni giorno le notizie di Carpi alle 17:30, direttamente nella tua email.

Gratis. Disiscrizione con un click.

🏛️

Assistente Ombra

Online