Un uomo, una bici, una morte assurda: la Bassa Reggiana piange Alessandro Magnani


Un uomo, una bici, una morte assurda: la Bassa Reggiana piange Alessandro Magnani

Servirebbero pagine intere per raccontare l'assurdità di una morte che si consuma su una strada di campagna, a mezzogiorno di un lunedì qualunque, mentre un uomo sta semplicemente tornando alla sua auto dopo aver fatto il suo dovere. E invece servono poche righe di cronaca per dire che Alessandro Magnani, 41 anni, residente a Canolo di Correggio, allenatore di volley conosciuto e stimato in diverse società della Bassa Reggiana, non c'è più. È morto martedì pomeriggio nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Maggiore di Parma, ventiquattr'ore dopo essere stato travolto dalla bicicletta condotta dal cantante e conduttore televisivo Paolo Belli.

L'incidente è avvenuto lunedì intorno a mezzogiorno in via Picenardi, nella frazione di Cognento, lembo di pianura che unisce i territori di Correggio e Campagnola Emilia. Magnani stava lavorando per una società di servizi: aveva appena notificato alcuni documenti relativi a distacchi temporanei di energia elettrica quando, nel tornare verso il suo veicolo, è stato centrato dalla bici. La caduta a terra gli ha provocato lesioni gravissime. Immediato l'allarme al 118, che ha mobilitato ambulanza, automedica ed elisoccorso.

La dinamica ancora da chiarire

Sulle cause esatte dello scontro indaga la Polizia Locale dell'Unione Bassa Reggiana, coordinata dalla magistratura che ha aperto un fascicolo per omicidio stradale. Non si esclude alcuna ipotesi: dal trauma cranico dovuto alla caduta fino a un malore improvviso che potrebbe aver colpito Magnani prima dell'impatto. Da una prima ricostruzione parrebbe che Paolo Belli procedesse a velocità ridotta, ma la dinamica è ancora tutta da accertare. Con ogni probabilità verrà disposta l'autopsia sulla salma, passaggio necessario per dare risposte certe a una vicenda che al momento resta piena di punti interrogativi.

Il profilo della vittima: un uomo di sport e lavoro

Alessandro Magnani non era un passante qualunque. Abitava a Canolo, frazione tranquilla del correggese, ed era una figura nota nel mondo del volley dilettantistico locale: allenatore in diverse società, uomo di campo e di palestra, di quelli che il tessuto sportivo della provincia lo tengono vivo senza riflettori. Stava lavorando quando è morto: un dettaglio che rende questa fine ancora più amara, perché parla di routine, di normalità spezzata da un imprevisto che non doveva esserci.

Belli sotto shock: «Fatemi sapere come sta»

Paolo Belli, 64 anni compiuti a marzo, nato a Formigine ma carpigiano di adozione e di residenza, è un ciclista appassionato e di lunga data. La Bassa, con i suoi rettilinei e le sue strade silenziose, è da sempre il suo terreno di allenamento. Lunedì stava facendo proprio questo: un giro in bici nelle campagne vicino a Carpi. Dopo l'impatto ha riportato lievi traumi fisici ma è stato lo shock emotivo a preoccupare i sanitari, che lo hanno accompagnato all'ospedale di Guastalla per accertamenti. Ha continuato a chiedere notizie del 41enne, ripetendo ossessivamente: «Fatemi sapere come sta quell'uomo». Una preoccupazione autentica che, purtroppo, non è bastata a cambiare l'esito della tragedia.

Una fatalità o qualcosa di più?

Ora sarà la macchina giudiziaria a dover dipanare la matassa. L'omicidio stradale, introdotto nel nostro ordinamento nel 2016, è un'accusa che non lascia spazio a leggerezze: prevede pene severe per chi, alla guida di qualsiasi veicolo, biciclette comprese, cagiona la morte di una persona. Bisognerà capire se c'è stata una condotta negligente, se l'impatto è stato conseguenza di una distrazione o se, come qualcuno ipotizza, Magnani era già a terra per un malore quando è stato urtato. La verità sta in uno di questi scenari, e spetta agli inquirenti trovarla, senza indulgenze e senza pregiudizi.

Nel frattempo restano due famiglie distrutte: quella di Alessandro Magnani, che oggi piange un figlio, un amico, un allenatore strappato alla vita a 41 anni sulla strada di casa; e quella di Paolo Belli, volto noto della televisione italiana, che dovrà convivere con il peso di aver incrociato il destino di quell'uomo in una mattina di luglio che non si potrà mai dimenticare.

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