Morosini, il numero 300 vale doppio: il Carpi applaude il suo gioiello

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Morosini, il numero 300 vale doppio: il Carpi applaude il suo gioiello

C'è qualcosa di profondamente romantico, nel calcio che conta ancora le presenze. In un'epoca dove tutto si misura in like e visualizzazioni, Leonardo Morosini ha scelto un'altra unità di misura: la costanza. E ieri pomeriggio, sul prato dello stadio di Bergamo, contro l'Albinoleffe, il contachilometri della sua carriera ha fatto scattare la cifra tonda: 300 presenze tra i professionisti.

Trecento volte in campo con la maglia di un club, trecento domeniche (e martedì, e sabati) a sudare, rincorrere, inventare. Un traguardo che profuma di pane duro e calcio vero, di quelli che piacciono tanto da queste parti, dove il pallone si mastica insieme ai cappelletti.

Un girovago di lusso

Classe 1995, nato a Ponte San Pietro, nel bergamasco, Morosini il calcio ce l'ha nel sangue: anche il fratello Tommaso ha calcato i campi della Serie C. Leonardo però ha avuto il passo del predestinato: cresciuto nelle giovanili dell'Inter e dell'AlbinoLeffe, è esploso nel Brescia, con cui ha debuttato in Serie B appena diciottenne, nel maggio 2014 contro la Reggina. Neppure il tempo di festeggiare la maggiore età e già segnava il suo primo gol fra i cadetti, alla Juve Stabia.

Poi il grande salto: Genoa, gennaio 2017, e quel 26 febbraio l'esordio in Serie A contro il Bologna. Solo quattro gettoni in rossoblù, ma quel breve assaggio di massima serie resta stampato nel curriculum. Da lì un lungo peregrinare che ha toccato Avellino (dove un grave infortunio al crociato ne ha temprato il carattere), il ritorno a Brescia, poi Ascoli, Virtus Entella, Carrarese e Novara. Fino all'approdo in biancorosso nell'estate 2026.

Cosa porta al Carpi

Morosini non è un semplice attaccante. È un trequartista di quelli che sanno leggere la partita un secondo prima degli altri: controllo palla vellutato, inserimenti chirurgici, capacità di adattarsi da ala sinistra o seconda punta. Sa fornire assist al bacio ma non disdegna il gol personale. E a trent'anni suonati, con una laurea in scienze motorie nel cassetto (discussa nel 2022 con una tesi sulla prevenzione infortuni), porta in dote anche una maturità rara.

La Società, attraverso il comunicato ufficiale, ha voluto celebrare «un traguardo prestigioso che arricchisce ulteriormente il curriculum dell'attaccante biancorosso e che rende orgogliosa tutta la Società». Parole misurate, come si conviene a un ambiente che preferisce i fatti alle fanfare. Ma la sostanza è chiara: avere in rosa un giocatore con 300 presenze nei professionisti è un lusso che poche squadre di Serie C possono concedersi.

E adesso?

La terza giornata di campionato ha portato in dote questa bella cifra tonda, ora l'obiettivo è trasformare l'esperienza in punti. Perché 300 presenze fanno curriculum, ma contano fino a un certo punto se non le accompagni con prestazioni all'altezza. Morosini lo sa bene, e la piazza di Carpi, che di calcio ne ha visto tanto, aspetta solo di godersi il suo gioiello. Magari già dalla prossima al Cabassi.

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