Venerdì 5 giugno, nel cortile d'onore di Palazzo Pio, Carpi torna a vestirsi di solidarietà. Il Lions Club Carpi Host, guidato per quest'anno dal presidente uscente Carlo Camocardi, chiude il proprio anno sociale 2025-2026 con un galà di beneficenza che vale più di una cena: vale una notte di sonno per un genitore accanto al proprio figlio malato.
Il sodalizio dei leoni carpigiani, che conta una lunga tradizione di service sul territorio, ha scelto ancora una volta di puntare sull'essenziale. Il ricavato della serata andrà alla Croce Rossa Italiana, Comitato di Carpi, per finanziare l'acquisto di poltrone-letto per il reparto di pediatria dell'Ospedale Ramazzini. Un gesto concreto, quasi pudico nella sua semplicità: permettere a un papà o a una mamma di stare accanto al proprio bambino ricoverato senza dover passare la notte su una sedia. Chi ha vissuto quelle ore sa quanto pesi anche solo questo.
Una tradizione di vicinanza all'ospedale
Non è la prima volta che il Lions Club Carpi Host guarda verso il Ramazzini. Nel corso di quest'anno i Lions si sono già occupati dell'ospedale carpigiano in collaborazione con il Lions Club Alberto Pio, finanziando il progetto di sistemazione della sala d'attesa di neuropsichiatria infantile: un ambiente pensato per i piccoli pazienti, più confortevole e a loro misura, che sarà realizzato nei prossimi mesi. Due interventi distinti, stesso filo conduttore: i bambini, e chi li accompagna, meritano il meglio che una comunità riesce a offrire.
I Lions carpigiani hanno una storia di presenza attiva che si misura in fatti, non in dichiarazioni. Anni di charity dinner, di raccolte fondi, di iniziative come la Corsa dei Leoni, giunta alla decima edizione con quasi 600 partecipanti nel 2025 e l'ambizione di superare gli 800 nel 2026, testimoniano un radicamento nel tessuto civico di Carpi che pochi altri sodalizi possono vantare.
Il Palio sbagliato e l'oro nero carpigiano
La serata del 5 giugno ospiterà anche la premiazione del Palio degli aceti balsamici tradizionali, un concorso interno nato tra i soci e i loro amici. Camocardi lo chiama con affetto «il Palio sbagliato»: una prima edizione «giocosa», nata per rendere la raccolta fondi ancora più coinvolgente. Dietro all'etichetta autoironica, però, c'è sostanza vera. Lo scorso 11 marzo si è già svolta la fase di degustazione, con la collaborazione di nove Maestri Assaggiatori della Consorteria dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena: diciotto campioni di acetaie di soci e amici, 250 millilitri ciascuno, valutati secondo i criteri dei «veri» palii. I soci Claudio Pirondi e Paolo Leporati, insieme all'amico Maurizio Dodi, hanno curato l'organizzazione.
Gli aceti in gara saranno messi all'asta durante la serata di gala, e chi vorrà potrà aggiudicarsi un campione di quel che i carpigiani chiamano, senza falsa modestia, «oro nero tradizionale». Un modo di fare beneficenza che ha il profumo del territorio, letteralmente.
Un appuntamento per tutta la città
«Una festa insieme a Carpi e a tutti gli amici che vorranno unirsi a noi», dicono al Club. E in effetti il galà è aperto non solo ai soci: è un invito rivolto alla città intera, a chiunque voglia sedere sotto le volte del cortile di Palazzo Pio e sentirsi parte di qualcosa di utile. In caso di maltempo, la serata si terrà a Villa Ascari.
C'è qualcosa di sano, in fondo, nel fatto che un club come questo chiuda l'anno con una cena. Non per celebrare se stesso, ma per finanziare una poltrona in cui un genitore possa appoggiarsi, stanco e preoccupato, accanto al letto del proprio figlio. Carpi, in certi momenti, sa ancora essere una comunità.