È Alcide Malagoli l'uomo che nel 1970 portò il judo nella nostra città, creando quello che sarebbe diventato un punto di riferimento per generazioni di giovani carpigiani. Il maestro si è spento ieri all'età di 85 anni, lasciando dietro di sé un'eredità fatta di disciplina, rispetto e quella particolare saggezza che solo chi ha dedicato una vita allo sport sa trasmettere.
Un pioniere venuto da Modena
Nato nel novembre del 1940, Malagoli aveva iniziato la sua avventura nel judo a Modena, dove insieme al maestro Giuliano Gibertoni - scomparso a inizio anno - aveva contribuito alla fondazione del celebre Judo Club Geesink nei locali sotto la chiesa di San Faustino. Ma come spesso accade quando si incontrano due personalità forti, i due maestri decisero di seguire strade diverse. E fu una fortuna per Carpi. Nel 1970, infatti, Alcide scelse la nostra città per aprire il suo dojo, il primo e unico di Carpi, dove avrebbe potuto esprimere liberamente la sua filosofia di insegnamento. Una scelta che si rivelò vincente: per oltre cinquant'anni la sua palestra è stata una seconda casa per centinaia di ragazzi e ragazze.
L'uomo dietro il kimono
Chi lo conosceva ricorda un uomo dai mille interessi: oltre al judo, Malagoli era un esperto riparatore di orologi - mestiere che praticava con la stessa precisione che insegnava sul tatami - e un appassionato di sport a tutto tondo, dal ciclismo al tennis. Ma soprattutto era dotato di quello che il suo primo allievo carpigiano, Stefano Righi, definisce "humor all'inglese". Il ricordo più divertente? Quando Righi e un amico si presentarono per l'iscrizione al primo corso nella palestra di via Trento Trieste, al primo piano di un normale appartamento, chiesero se si fossero già iscritti altri ragazzi. La risposta di Alcide fu immediata: "Sì... voi siete i primi due!". Un aneddoto che racconta perfettamente il carattere di quest'uomo che sapeva unire serietà e ironia.
L'eredità di un maestro
Stefano Righi, oggi alla guida del Judo Club Carpi, lo ricorda come "un importante punto di riferimento senza eguali, disponibile all'ascolto con conseguenti buoni consigli". E le innumerevoli telefonate di questi giorni da parte di ex allievi preoccupati per la sua salute dimostrano quanto fosse amato. Nel 1985 Malagoli aveva frequentato il corso maestri a Roma, diventando cintura nera terzo dan e uno dei punti di riferimento del judo modenese. Negli anni aveva insegnato anche alla Polisportiva Corassori di Modena, ma Carpi rimaneva il suo primo amore. Oggi alle 16, presso Terracielo in via Emilia Est a Modena, si svolgerà un breve rito religioso per l'ultimo saluto. Ma il vero saluto Alcide Malagoli lo ha già ricevuto: quello di tutte le generazioni di carpigiani che hanno imparato da lui non solo le tecniche del judo, ma soprattutto i valori della vita. Come dice Righi: "Oggi ho perso un secondo padre". E con lui un pezzo della storia sportiva di Carpi.