Finta telefonata dei carabinieri, anziana rapinata a Soliera: preso un 47enne

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Finta telefonata dei carabinieri, anziana rapinata a Soliera: preso un 47enne

Una telefonata, una voce che si qualifica come carabiniere, la promessa che un collega sarebbe passato a controllare l'oro di casa per confrontarlo con la refurtiva di una rapina in gioielleria. È il copione, ormai tristemente noto, che il 5 ottobre ha portato alla rapina ai danni di una signora di 87 anni a Soliera. Con una differenza rispetto a tanti casi simili: questa volta l'uomo è stato preso nel giro di poche ore.

Il fermo in zona Cittadella

La Polizia di Stato di Modena ha arrestato un uomo di 47 anni, residente in provincia di Napoli, con le accuse di rapina aggravata in concorso e lesione personale aggravata. Il fermo è maturato all'interno di una specifica attività della Squadra Mobile dedicata alla prevenzione e al contrasto delle truffe ai danni di persone vulnerabili, generalmente messe a segno dai cosiddetti "trasfertisti", cioè bande che arrivano da fuori regione, colpiscono e ripartono.

Durante un servizio di pattugliamento delle aree ritenute più esposte, gli agenti hanno notato il 47enne aggirarsi in zona Cittadella con atteggiamento guardingo, irrequieto e nervoso. All'identificazione l'uomo non ha saputo spiegare in modo credibile la propria presenza a Modena, rendendo dichiarazioni contraddittorie. La perquisizione personale ha fatto il resto: in una tasca dei pantaloni erano nascosti diversi monili in oro.

La ricostruzione della rapina

Gli accertamenti immediati hanno collegato quei gioielli a quanto accaduto poco prima a Soliera. L'anziana, contattata al telefono dal sedicente carabiniere, aveva ricevuto l'annuncio della visita di un "collega" incaricato di ispezionare l'oro. All'arrivo dell'uomo la donna aveva intuito di trovarsi davanti a un malintenzionato e aveva provato a impedirgli di entrare in casa. L'indagato l'ha spinta con violenza facendola cadere a terra, si è impossessato dei gioielli che la signora aveva già posato sul tavolo ed è fuggito.

Un girocollo, due bracciali, un paio di orecchini, una medaglia e la fede nuziale: i monili trovati addosso al 47enne corrispondono a quelli sottratti. La donna è stata refertata al pronto soccorso del Policlinico e dimessa con una prognosi di 10 giorni.

Il carcere e le indagini sul complice

Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Modena ha convalidato l'arresto e applicato la misura della custodia cautelare in carcere, come richiesto dalla Procura. Restano aperte le indagini per risalire all'identità del complice, cioè di chi ha materialmente fatto la telefonata preparatoria. L'indagato è da considerarsi presunto innocente fino alla sentenza di condanna irrevocabile.

 

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