Settant'anni di rombo e passione: lo Sport Moto Club Carpi chiude i festeggiamenti in piazza Martiri


Settant'anni di rombo e passione: lo Sport Moto Club Carpi chiude i festeggiamenti in piazza Martiri

C'è qualcosa di profondamente onesto in una associazione che festeggia settant'anni di vita portando le sue moto in piazza, davanti alla gente, senza cerimonie ingessate né discorsi di circostanza. Lo ha fatto l'AMM Sport Moto Club Uisp Carpi, che ha scelto piazza Martiri come palcoscenico conclusivo dei festeggiamenti per il proprio settantesimo anniversario di fondazione, trasformando il cuore della città in un piccolo museo all'aperto dove il profumo dell'olio motore si è mescolato alla curiosità dei carpigiani di ogni età.

Un secolo (quasi) di storia su due ruote

Davanti al pronao del Teatro Municipale, il club guidato dal presidente Ruggero Botti ha schierato una selezione di macchine capace di raccontare decenni di motorismo italiano con una sintesi efficace e quasi commovente. Si parte dalla Vespa, simbolo immortale di una libertà conquistata in sella nei decenni del dopoguerra, per arrivare alla Moto Parilla, icona del made in Italy a due ruote fondata nel 1946 a Milano da Giovanni Parrilla e oggi tornata prepotentemente alla ribalta dopo anni di oblio. Accanto a loro, una Ducati, le moderne Kawasaki e le moto da cross che ogni anno si sfidano sulla pista dell'Arena Cross di via Guastalla. Non oggetti da vetrina, ma macchine che hanno corso, sudato e vinto.

Altrettanto parlanti i cartelloni fotografici allestiti tra una moto e l'altra: immagini che ripercorrono la storia del club, le sue trasformazioni, i suoi campioni e i suoi momenti difficili. La storia di un'associazione, in fondo, è sempre anche la storia di una comunità.

Il Carpi Night Show Supercross: quarant'anni di eccellenza internazionale

Se c'è una ragione per cui il nome di Carpi risuona nei paddock di mezza Europa, quella ragione si chiama Carpi Night Show Supercross. Dal 1985, l'Arena Cross di via Guastalla ospita ogni anno uno degli eventi di supercross più attesi del calendario internazionale, capace di attrarre i migliori piloti della specialità da tutto il mondo. Quarant'anni di gare, di salti, di terra smossa e di tribune piene: un traguardo che pochissimi club amatoriali italiani possono vantare, e che dice molto sulla tenacia e sulla competenza di chi gestisce questa struttura.

È lecito chiedersi, con il rispetto dovuto, quanto le istituzioni locali abbiano sostenuto nel tempo questa realtà. Un evento di richiamo internazionale che porta visitatori e visibilità alla città meriterebbe attenzioni costanti, non solo applausi nelle occasioni celebrative. I club come questo sopravvivono spesso nonostante tutto, non grazie a tutto.

Settant'anni non si improvvisano

Il dato più significativo, al di là delle moto esposte e delle fotografie, è la longevità stessa del club. Settant'anni di vita associativa nel motorismo sportivo non sono un caso né un destino: sono il risultato di generazioni di appassionati che si sono passati il testimone con dedizione. Ruggero Botti e il suo comitato direttivo raccolgono oggi un'eredità pesante e preziosa, costruita mattone dopo mattone da chi li ha preceduti.

La piazza ha risposto con la curiosità genuina che i carpigiani sanno dimostrare quando qualcosa vale davvero la pena di essere guardato. Giovani che si avvicinavano alla Vespa come a un reperto archeologico affascinante, anziani che la riconoscevano come una vecchia amica. Il motorismo, quando si racconta bene, parla a tutti. E settant'anni di storia, in fondo, sono una storia di Carpi tanto quanto di motori.

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