Una sconfitta che sa di beffa
Il Carpi saluta il suo pubblico del Cabassi con l'amaro in bocca. L'ultima di casa della stagione 2025-2026 doveva essere una festa, e invece i biancorossi carpigiani si sono dovuti accontentare di guardare gli ospiti del Forlì festeggiare una salvezza strappata con i denti proprio sul terreno di gioco dei padroni di casa. Una beffa doppia per i tifosi carpigiani, che avevano riempito la curva vestita a festa per salutare una squadra già matematicamente salva dal turno precedente. Ma il calcio, si sa, non guarda in faccia a nessuno, nemmeno quando hai già conquistato la permanenza in categoria.
L'occhio vigile di Orsato
Tra le migliaia di spettatori sugli spalti del Cabassi, c'era anche un ospite d'eccezione: Daniele Orsato, ex arbitro internazionale e attuale designatore della Serie C. L'ex fischietto di fama mondiale, tornato a casa probabilmente con qualche perplessità sulla direzione di gara, ha assistito a una partita che ha lasciato strascichi polemici, soprattutto per alcuni episodi dubbi in area di rigore. Un'occasione sprecata per il Carpi di chiudere in bellezza davanti ai propri tifosi, ma anche una lezione di umiltà: nel calcio non esistono partite scontate, nemmeno quando pensi di aver già tutto in tasca.
La gara: il Forlì colpisce al momento giusto
Primo tempo: ospiti cinici, Carpi impreciso
La sfida si è accesa subito con un pressing organizzato del Forlì che ha impedito il consueto palleggio ai carpigiani. I ragazzi di mister Cassani hanno faticato a trovare i giusti tempi di gioco, preferendo spesso azzardare verticali affrettate piuttosto che costruire con pazienza. Il gol che ha deciso le sorti dell'incontro è arrivato al 19': palla persa in costruzione dal Carpi, veloce ripartenza ospite che ha trovato Farinelli pronto a saltare Tcheuna e a crossare nel cuore dell'area. Trombetta si è inserito tra i centrali carpigiani come un coltello nel burro, insaccando di testa con una facilità che ha fatto male ai tifosi biancorossi. Il Carpi ha risposto quattro minuti dopo con la sua occasione migliore del primo tempo: azione manovrata del capitano Zagnoni che ha servito Verza, cross teso da sinistra che ha tagliato l'area. Figoli ha masticato la sfera aprendo per Tcheuna, il cui cross ha trovato Stanzani al volo, ma la conclusione è risultata troppo centrale e prevedibile.
Secondo tempo: assedio sterile
La ripresa ha visto un Carpi più determinato grazie agli innesti di Puletto, Cecotti e Lombardi. Al 58' proprio l'ex Milan Cecotti ha trovato un corridoio per Casarini, che davanti al portiere ha chiuso troppo il mancino sprecando una ghiotta occasione. Negli ultimi venti minuti il Carpi ha bussato ripetutamente alla porta avversaria: Giani ha provato il colpo del ko su cross di Cecotti (palla finita in via Carlo Marx), poi il subentrato Gaddini ha messo un fendente pericoloso su cui Casarini ha impattato senza convinzione. Il forcing finale ha prodotto altre tre conclusioni in dieci minuti: Zagnoni dalla distanza, Gerbi col tacco e Casarini da calcio di punizione. Ma il Forlì ha resistito con ordine e determinazione, conquistando quei punti salvezza che mancavano all'appello.
Il finale thrille e le polemiche
L'espulsione per proteste dell'allenatore ospite Miramari all'86' ha infiammato ulteriormente un finale già teso. Al secondo minuto di recupero Giani è finito nuovamente a terra in area: l'arbitro ha fatto proseguire tra le proteste carpigiane, ammonendo Lombardi per un intervento che ha bloccato il contropiede ospite. Entrambe le panchine si sono giocate la carta dell'AVR: il Carpi in cerca del rigore della speranza, il Forlì dell'espulsione che potesse chiudere definitivamente i conti. Il direttore di gara è rimasto sulle sue scelte, prolungando il recupero fino al 101' minuto e permettendo un ultimo piazzato di Puletto sulla barriera e una conclusione alta di Gaddini.
Il verdetto finale
Al triplice fischio il Forlì ha potuto finalmente festeggiare: missione salvezza compiuta, proprio come il Carpi che però sperava di chiudere con ben altro umore la stagione casalinga. Una lezione per tutti: nel calcio, fino all'ultimo minuto, non è mai finita. Per i carpigiani resta la soddisfazione di una salvezza conquistata con anticipo, ma anche il rammarico di non aver saputo regalare una gioia ai propri tifosi nell'ultima al Cabassi. Il calcio, si sa, è anche questo: emozioni che si intrecciano, speranze che si infrangono, sogni che si avverano. Oggi al Cabassi hanno sorriso gli ospiti, ma la stagione carpigiana rimane comunque da considerare positiva.