C'è un filo sottile, fatto di roccia e di coscienza, che lega tre uomini apparentemente diversi: un avvocato alpinista e comandante partigiano, un giornalista cattolico padre di sette figli, uno scrittore chimico sopravvissuto ad Auschwitz. Quel filo passa per Campo Fossoli, il campo di concentramento alle porte di Carpi, e si tende verso l'alto, verso le montagne che ciascuno di loro aveva amato, salito, cantato o semplicemente sognato.
Domenica 21 giugno 2026, nel giorno più lungo dell'anno e nell'82° anniversario della fucilazione di Leopoldo Gasparotto, avvenuta proprio a Fossoli il 21 giugno 1944, il campo torna a parlare con la voce di chi lo ha attraversato.
Tre uomini, una storia comune
Leopoldo Gasparotto, nato a Milano nel 1902, era molto più di un partigiano. Accademico del Club Alpino Italiano, istruttore di alpinismo alla scuola militare di Aosta, aveva scalato il Caucaso nel 1929 portando a casa la prima assoluta del picco Ghiuglà, e nel 1934 aveva esplorato la Groenlandia. Dopo l'8 settembre 1943 assunse il comando delle Brigate Giustizia e Libertà lombarde, finché una delazione lo consegnò al carcere di San Vittore. Torturato senza cedere, deportato a Fossoli, fu fucilato insieme ad altri prigionieri la mattina del 21 giugno 1944. La storia e la toponomastica carpigiana lo ricordano bene: a lui è intitolato un istituto scolastico in città.
Odoardo Focherini era invece figlio di Carpi nel senso più letterale: nato qui il 6 giugno 1907, giornalista cattolico, amministratore de L'Avvenire d'Italia e corrispondente de L'Osservatore Romano, aveva organizzato una rete clandestina che salvò oltre cento ebrei dalla deportazione. Arrestato nel marzo 1944, transitò anche lui per Fossoli prima di essere trasferito nei lager tedeschi, dove morì nel campo di Hersbruck nel dicembre 1944. Papa Francesco lo ha beatificato il 15 giugno 2013: primo giornalista italiano ad essere dichiarato beato e martire.
Primo Levi, il terzo della triade, non aveva bisogno di presentazioni nemmeno in vita. Chimico torinese, partigiano, sopravvissuto ad Auschwitz, ha lasciato nella letteratura mondiale testimonianze insuperabili sulla condizione umana nei lager. Ma Levi aveva anche un rapporto profondo e quasi segreto con la montagna: nelle pagine del Sistema Periodico, nel capitolo dedicato al ferro, racconta con ironia e affetto le scalate giovanili sulle Valli di Lanzo insieme agli amici Sandro Delmastro e Alberto Salmoni, come atto di libertà fisica e intellettuale in tempi in cui la libertà era già minacciata.
Una serata di parole e canti sotto il cielo di giugno
Le letture dai testi dei tre autori saranno a cura di Simone Maretti, già noto al pubblico carpigiano e modenese per le sue collaborazioni con la Fondazione Fossoli e con istituti storici del territorio. Ad accompagnare la voce recitante ci sarà il Coro CAI di Carpi, diretto dalla Maestra Franca Bacchelli: i canti della tradizione alpina, in questo contesto, non sono semplice folklore ma risonanza emotiva, il suono di un mondo che quei tre uomini avevano amato e che la violenza della storia cercò di cancellare.
La scelta del solstizio d'estate non è casuale né decorativa. È la data esatta in cui Gasparotto fu ucciso, e il giorno più luminoso dell'anno che diventa, paradossalmente, il momento più adatto per ricordare il buio di quel 1944. La Fondazione Fossoli, che gestisce e valorizza il sito storico di via Remesina Esterna 32, ha costruito negli anni una tradizione di eventi serali che restituiscono al campo una voce viva, evitando il rischio del memoriale pietrificato.
Un luogo che non smette di interrogare
Il Campo di Fossoli fu istituito nel 1942 come campo per prigionieri di guerra, divenne poi campo di transito per ebrei destinati ai lager nazisti dal gennaio 1944, e successivamente fu utilizzato dai tedeschi come luogo di detenzione per partigiani e oppositori politici. Tra i suoi prigionieri più noti, oltre a Gasparotto e Focherini, vi fu Primo Levi stesso, che da Fossoli fu deportato ad Auschwitz nel febbraio 1944. Il campo è oggi uno dei siti della memoria tra i più significativi d'Italia, riconosciuto anche a livello europeo.
La serata del 21 giugno è, in questo senso, un atto culturale di qualità rara: non una commemorazione formale ma un incontro tra passato e presente, tra tre biografie straordinarie e il pubblico che viene ad ascoltarle nel luogo stesso in cui quelle biografie si sono spezzate o si sono formate. Carpi, città che ha saputo fare della memoria un patrimonio vivo e non una rendita simbolica da esibire nelle ricorrenze, conferma con questa iniziativa una vocazione che poche realtà italiane di analoga dimensione possono vantare.
Informazioni pratiche
L'evento Verso l'alto. Uomini e montagna si terrà domenica 21 giugno 2026 alle ore 19:00 presso il Campo di Fossoli, in via Remesina Esterna 32, Carpi. L'ingresso è libero e gratuito, ma i posti sono limitati: è consigliata la prenotazione tramite la pagina dedicata sul sito della Fondazione Fossoli (fondazionefossoli.org). Portate una sedia comoda, la voglia di ascoltare e, possibilmente, un maglione: le sere di giugno a Fossoli, tra le baracche e il silenzio della pianura, sanno essere più fresche di quanto ci si aspetti.