Al Tecnopolo di Carpi le ragazze smontano il futuro e lo rimontano con Arduino e intelligenza artificiale


Al Tecnopolo di Carpi le ragazze smontano il futuro e lo rimontano con Arduino e intelligenza artificiale

C'è un frigorifero che manda notifiche, un vaso che si innaffia da solo e un cestino della spazzatura che sa quando qualcuno l'ha ribaltato. Non sono gli acquisti di un appassionato di gadget tecnologici, ma i prototipi realizzati da studenti e studentesse in carne e ossa, con le mani e la testa, in due settimane di lavoro intenso al Tecnopolo di Carpi. Benvenuti alla seconda edizione del Summer Camp Green-Tech Innovators.

L'industria del futuro è un gioco da ragazze

Questo è il titolo del progetto, e non è uno slogan di circostanza. È la scommessa concreta di Ragazze Digitali ER, l'iniziativa promossa dalla Regione Emilia-Romagna con il supporto di ART-ER, che da anni lavora per avvicinare le studentesse delle scuole superiori alle discipline STEM, ovvero scienza, tecnologia, ingegneria e matematica. Un acronimo che in molti conoscono, ma che nella realtà dei fatti ancora stenta a diventare neutro rispetto al genere.

I numeri parlano chiaro, e non hanno niente di consolante. A livello globale le donne rappresentano appena il 35% dei laureati nelle discipline scientifiche, e la situazione si aggrava nei settori tecnologici più avanzati: solo il 26% dei talenti nel campo dell'intelligenza artificiale è donna, mentre nel cloud computing la quota crolla al 12% (dati ONU, 2026). L'Italia fa meglio della media europea, con un 40% di donne laureate in materie STEM, davanti a Francia, Germania e Spagna. Ma "meglio della media" non significa che il problema sia risolto, significa che si parte da un punto meno svantaggioso.

Chi c'è al Tecnopolo di Carpi

Al camp carpigiano le partecipanti lavorano in gruppo su prototipi dedicati ai temi dell'automazione e della sostenibilità, usando piattaforme Arduino e integrando sistemi meccanici con controlli digitali. Non è un corso passivo: si progetta, si sbaglia, si corregge. Parallelamente ci sono incontri con professionisti del settore industriale e accademico, e attività mirate a sviluppare competenze trasversali come il lavoro di squadra e la capacità di presentare il proprio progetto con sicurezza. Perché spiegare quello che si è fatto è un'arte, e va esercitata.

Contestualmente, diciotto studenti e studentesse del quarto anno del Liceo Scientifico Biotecnologico dell'Istituto di Istruzione Superiore "Bertrand Russell" di Guastalla sono impegnati in un camp intensivo di due settimane dedicato all'Intelligenza Artificiale e all'Internet of Things (IoT). Il Liceo Biotecnologico del Russell è un indirizzo che affianca alla solida formazione scientifica tradizionale un laboratorio sperimentale attivo dalla prima alla quarta classe: ragazzi, insomma, abituati a sporcarsi le mani.

I prototipi: oggetti che pensano

I progetti realizzati dai ragazzi di Guastalla meritano una menzione specifica, perché non sono esercizi astratti ma soluzioni a problemi reali. Il frigorifero intelligente monitora temperatura e stato dello sportello, inviando avvisi in caso di anomalie. Il vaso smart gestisce autonomamente l'irrigazione ed è controllabile da smartphone. Il cestino intelligente consente il monitoraggio remoto del livello di riempimento e segnala eventuali ribaltamenti dovuti ad atti vandalici. Tre oggetti quotidiani trasformati in nodi di una rete connessa: piccoli, ma non banali.

Il percorso è coordinato dal professor Roberto Vezzani ed è reso possibile anche grazie al contributo di EBV Elektronik e Arduino, che hanno fornito gratuitamente le attrezzature necessarie. Un dettaglio che vale la pena sottolineare: senza sponsor disposti a credere nel progetto, molte iniziative di questo tipo resterebbero sulla carta.

Un ritardo strutturale che si combatte con i fatti

La Regione Emilia-Romagna ha investito 1,5 milioni di euro nell'aprile 2026 per accompagnare ragazze e ragazzi nella scelta dei percorsi formativi post-diploma e ridurre il divario digitale di genere. I Summer Camp STEM 2026 sono una delle leve di questo investimento. Difficile dargli torto: se il problema è strutturale, la risposta deve essere strutturale.

Il tema scelto per il 2026 a livello internazionale recita: "Synergizing AI, Social Science, STEM and Finance: Building Inclusive Futures for Women and Girls". La sintesi, tradotta in carpigiano corrente, è più semplice: un'economia che esclude metà della propria intelligenza disponibile non è solo ingiusta, è stupida. Il Tecnopolo di Carpi, almeno per questa estate, sta provando a dimostrarlo con i fatti.

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